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Il ministro degli affari esteri algerino a Berna

«Ci vuole maggiore coerenza a livello internazionale quando si denunciano le violazioni dei diritti umani». L'appello è stato lanciato giovedì dal ministro degli affari esteri algerino Abdelaziz Belkhadem, in visita di lavoro a Berna.

«Anche i crimini di Israele devono essere giudicati», ha proseguito Belkhadem, secondo cui lo Stato ebraico gode di un trattamento di favore da parte delle Nazioni Unite. Bisogna istituire una commissione d’inchiesta internazionale sulle violenze nel Medio Oriente, ha affermato.

Il consigliere federale Joseph Deiss, in una conferenza stampa congiunta, ha ricordato che la Svizzera è pronta a fare parte di un’eventuale commissione d’inchiesta. La Commissione dei diritti umani dell’ONU ha deciso giovedì scorso di istituire una missione d’inchiesta in Israele. Sull’opportunità di questa commissione, l’Unione europea e gli Stati arabi si sono trovati su posizioni divergenti. Per ora – ha aggiunto Deiss – nessuno ci ha comunque ancora chiesto di aderire alla commissione.

La crisi in Medio Oriente è stata al centro dei colloqui tra l’ospite algerino e i ministri elvetici. A margine è anche stato affrontato il problema delle violenze quotidiane in Algeria. Secondo Deiss, malgrado si vedano dei progressi nella lotta al terrorismo, il paese continua ad avere «difficoltà» di sicurezza interna.

Proprio in occasione della visita a Berna, i giornali di Algeri hanno reso conto della morte di 15 persone vittime della violenza fra militari e militanti islamici armati. Oltre 130 persone sono state uccise dall’inizio di ottobre, secondo un bilancio fornito dalla stampa.

Per quanto riguarda le relazioni bilaterali, Deiss ha parlato di un’eccellente comprensione reciproca. Berna e Algeri stanno attualmente discutendo della realizzazione di un’intesa sulla protezione degli investimenti.

In occasione delle sua visita di un giorno a Berna, il ministro algerino ha incontrato anche il presidente della Confederazione Adolf Ogi e la ministra di giustizia e polizia Ruth Metzler.

swissinfo e agenzie

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