Il processo Hänggi-Giovanoli in Guatemala al vaglio di una delegazione parlamentare svizzera
Otto parlamentari svizzeri sono partiti lunedì alla volta del Guatemala per un viaggio di una settimana. I parlamentari, tra cui il ticinese Dick Marty, cercheranno anche di incontrare i due svizzeri da tre anni in carcere nel paese centro-americano.
Gli otto parlamentari svizzeri intendono valutare sul posto il lavoro svolto dalle organizzazioni non governative e dall’organismo della Confederazione per l’aiuto allo sviluppo. Un’attività che oggi non si può più limitare alla costruzione di infrastrutture, ma deve comprendere anche un lavoro di informazione alla popolazione sugli strumenti della democrazia e della partecipazione a livello locale.
Ma nell’agenda degli otto parlamentari ci sono anche incontri con i più alti rappresentanti dello Stato guatemalteco, compreso il presidente della Repubblica Alfonso Portillo. Fra i temi che affronteranno con i loro interlocutori, figura anche il caso giudiziario dei due cittadini svizzeri Nicolas Hänggi e Silvio Giovanoli. I parlamentari sperano di potere visitare i due prigionieri, in carcere da oltre tre anni perché accusati di traffico di droga.
Secondo il senatore ticinese Dick Marty, “si tratta di una normale attenzione che una delegazione svizzera ha per compatrioti coinvolti in vicende assai drammatiche all’estero.”
Dick Marty spera che i colloqui con gli interlocutori permettano di rendersi conto se le regole di una giustizia di uno Stato fondato sul diritto sono state rispettate. “Non si tratta di interloquire nella giustizia di un altro Paese, precisa Marty, vogliamo constatare se i diritti universali che sono riconosciuti all’uomo ovunque sono rispettati.”
I due cittadini svizzeri si trovano in carcere dall’agosto 1997, quando furono accusati di essere al centro di un traffico di droga internazionale. Insieme a loro fu incarcerato anche Andreas Hänggi, padre di Nicolas e direttore della multinazionale Nestlé in Guatemala. Hänggi padre fu prosciolto al termine del primo processo all’inizio del 1999 e da allora ha lasciato il paese. Nicolas Hänggi (25 anni) e Silvio Giovanoli (33 anni) scontano invece una condanna a 12 anni inflitta loro in agosto.
L’iter fin qui seguito da questo processo ha evidenziato numerose lacune nella giustizia guatemalteca. Il Dipartimento federale degli affari esteri ha da parte sua incaricato un avvocato in Guatemala di allestire una perizia giuridica su questo caso.
Mariano Masserini
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