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L’iniziativa “per costi ospedalieri più bassi”

L'iniziativa ha raccolto un solo voto favorevole in parlamento Keystone

L'iniziativa propone di limitare la copertura assicurativa obbligatoria e di stimolare la concorrenza tra gli operatori. Ma il Parlamento ritiene, compatto, che essa provocherebbe enormi danni e annullerebbe la solidarietà fra gli assicurati.

Il sistema sanitario svizzero è tra i più cari al mondo. La nuova legge sull’assicurazione malattie, la LAMal, è stata varata nel 1996, ma è già in corso una sua revisione parziale per eliminare talune ambiguità.

Sono in molti a pensare che la LAMal non abbia mantenuto le promesse, perché in questi ultimi anni i costi della salute non hanno smesso di aumentare. Niente di sorprendente, allora, se oltre 107.000 persone hanno firmato un’iniziativa popolare denominata in modo molto seducente “per costi ospedalieri più bassi.”

Un esame più approfondito in Parlamento ha però rivelato numerose debolezze di questa iniziativa, promossa dalla catena di supermercati Denner e depositata nel 1998. Al momento della votazione finale alla camera bassa, uno solo dei 183 deputati presenti l’ha approvata. Dal canto suo, la Camera alta l’ha respinta all’unanimità.

GLI OBBIETTIVI DELL’INIZIATIVA
L’iniziativa vuole limitare l’obbligo dell’assicurazione malattie soltanto per la copertura della degenza in ospedale. In altre parole, tutti dovremmo stipulare un’assicurazione per coprire un eventuale ricovero in ospedale, ma, contrariamente a quanto avviene oggi, per tutte le altre cure di tipo ambulatoriale o semi-ospedaliero non ci sarebbe più alcun obbligo di essere assicurati.

Inoltre, l’assicurazione obbligatoria per la degenza in ospedale potrebbe essere conclusa, a scelta, presso assicuratori che sottostanno agli obblighi previsti dalla Legge federale sull’assicurazione malattie o presso altri assicuratori privati che si muovono in un contesto di libera concorrenza.

Un altro punto importante dell’iniziativa riguarda l’indennità indicizzata di250 franchi al giorno per persona, versata per i costi di degenza. Questa somma dovrà coprire tutte le prestazioni dell’ospedale, sia esso pubblico o privato, sia che si trovi nel cantone di residenza del paziente o in un altro cantone.

Secondo gli iniziativisti, limitare le risorse finanziarie nel settore della salute obbligherebbe i fornitori di cure a razionalizzare l’offerta, a coordinare l’acquisto di attrezzature tecniche e a rivedere gli investimenti. Per loro, la LAMal ha fallito i suoi obbiettivi: i premi da pagare continuano a salire e la solidarietà fra giovani e anziani e fra donne e uomini non si è realizzata. Inoltre, non esiste una vera concorrenza fra le casse malattie.

LA POSIZIONE DEL GOVERNO
Per il Consiglio federale, le proposte dell’iniziativa sono contrarie al ruolo sociale dello Stato sancito dalla Costituzione federale. Rendere obbligatoria l’assicurazione soltanto nell’ambito della degenza ospedaliera è in contrasto con la nozione essenziale della LAMal, che prevede la parità di trattamento ambulatoriale e ospedaliero. Secondo il governo, l’iniziativa mette in pericolo i due obiettivi fondamentali di questa legge, che sono il rafforzamento della solidarietà e il contenimento dei costi.

Volere escludere i settori ambulatoriale e semiospedaliero dall’assicurazione malattie obbligatoria rivela un’assenza totale di solidarietà anche verso i malati cronici. Se queste categorie di pazienti dovessero concludere un’assicurazione malattia complementare presso assicuratori privati che non sottostanno alle condizioni della LAMal rischierebbero di dovere accettare importanti riserve e pagare premi assicurativi molto alti.

D’altra parte, le persone che per diverse ragioni (mancanza di mezzi finanziari, informazione insufficiente o semplicemente perché si ritengono in buona salute) non avessero concluso un’assicurazione ambulatoriale o semiospedaliera sarebbero tentate di ricorrere più spesso al ricovero in ospedale, dove le cure sono molto più care di quelle prestate a domicilio.

Per colmare le lacune provocate dall’iniziativa, lo Stato dovrebbe creare un sistema sanitario parallelo a spese del contribuente. Per il governo, anche il fatto di limitare l’indennità ospedaliera a 250franchi non farà altro che trasferire i costi dell’assicurazione ai poteri pubblici e dunque al contribuente. Questo limite è poi completamente irreale.

Il governo rileva infine che l’iniziativa non sarebbe facilmente compatibile con la libera circolazione delle persone prevista dagli accordi settoriali conclusi con l’Unione europea.

Mariano Masserini

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