L’UDC torna a cavalcare il tema dell’asilo
L'UDC ha depositato lunedì un'iniziativa popolare contro "gli abusi in materia di asilo". Tra le misure proposte una nuova regolamentazione dello "Stato terzo" e la limitazione delle cure sanitarie.
L’Unione democratica di centro torna all’attacco su uno dei suoi campi di battaglia preferiti: la politica d’asilo. Lunedì a Berna ha depositato alla Cancelleria federale una nuova iniziativa popolare corredata da circa 109mila firme, che chiede un giro di vite in questo settore.
“Combattendo in modo coerente gli abusi nel diritto d’asilo, questa iniziativa popolare è in sintonia con la politica finora seguita dal nostro partito volta a rafforzare la tradizione della Svizzera quale paese d’asilo”, ha commentato Ueli Maurer, presidente dell’UDC, che ha colto l’occasione per lanciare anche qualche frecciata agli altri partiti. La nuova proposta, a detta di Maurer, indicherebbe la via da seguire per una politica d’asilo orientata al futuro e dimostrerebbe così che per l’UDC questo tema non rappresenta un puro argomento elettorale a breve termine.
Tra le misure previste dall’iniziativa spicca la modifica della regolamentazione dello “Stato terzo”. L’idea è di abolire la norma contenuta nell’attuale legge, secondo cui un profugo può aver soggiornato “per qualche tempo” in uno Stato terzo ritenuto sicuro prima di inoltrare una domanda d’asilo in Svizzera. Ora, secondo l’iniziativa UDC, chi è transitato in un paese sicuro, in cui avrebbe potuto depositare una domanda d’asilo, non avrebbe più diritto a chiedere rifugio in Svizzera.
Una proposta che ridurrebbe quasi a zero il numero di persone che possono trovare riparo nella Confederazione, essendo i paesi confinanti in grado di offrire sufficienti garanzie di protezione per i profughi. Gli unici profughi a poter beneficiare dell’asilo elvetico sarebbero in pratica quelli giunti sul territorio nazionale per via aerea. Per poter essere applicata la nuova soluzione dell’UDC, partito notoriamente antieuropeista, richiede tuttavia la conclusione con l’UE di un accordo parallelo alle convenzioni di Dublino e di Schengen nel settore dell’asilo.
Parallelamente alla nuova regolamentazione dello Stato terzo l’UDC propone di inasprire le sanzioni contro le compagnie aeree che non rispettano con la dovuta diligenza le prescrizioni relative ai controlli sull’immigrazione. Infine, per diminuire l’attrattività della Svizzera, l’iniziativa prevede anche una limitazione dell’assistenza sociale e sanitaria allo scopo di evitare abusi e di limitare così i costi.
Le prestazioni dovrebbero essere regolate in maniera uniforme per l’insieme del paese e in deroga alle norme generali. Attualmente i richiedenti l’asilo sottostanno infatti alla LAMal e beneficiano degli stessi diritti come qualsiasi assicurato. Gli esponenti dell’UDC non sono però stati in grado di presentare dati sugli abusi in materia sanitaria e cifre sui costi supplementari originati dai profughi. “Basta però ricordare che al 90 per cento dei richiedenti non viene riconosciuto lo statuto di rifugiato”, ha osservato Maurer.
Luca Hoderas
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