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La maggioranza degli svizzeri auspica meno interessi economici per i parlamentari

Il presidente del Consiglio nazionale Peter Hess ha annunciato mercoledì di rinunciare ai suoli mandati aziendali Keystone

Oltre il 70 percento della popolazione ritiene che i membri delle Camere federali dovrebbero abbandonare o ridurre i loro mandati nei consigli di amministrazione. È quanto risulta da un sondaggio pubblicato dai giornali domenicali SonntagsBlick e Dimanche.ch. La maggioranza degli interrogati considera inoltre non sufficientemente severe le disposizioni legali destinate a combattere il riciclaggio di denaro sporco e l'evasione fiscale.

Il caso Peter Hess – il presidente del Consiglio nazionale costretto a rinunciare almeno provvisoriamente ai suoi 48 mandati in consigli d’amministrazione – ha risollevato l’attenzione e le polemiche sugli stretti legami che esistono tra mondo politico e ambienti economici. La maggior parte degli svizzeri, almeno in base al sondaggio, auspicano che i membri del parlamento non coltivino troppi interessi economici.

Dall’inchiesta, realizzata questa settimana dall’agenzia Isopublic su un campione di oltre 600 persone, emerge infatti la chiara volontà di limitare le partecipazioni aziendali. Per il 47 percento delle persone interrogate i politici dovrebbero limitare il numero dei loro mandati nei consigli di amministrazione. Il 24 percento ritiene che i parlamentari dovrebbero addirittura rinunciare completamente a far parte di questi organi aziendali.

Sempre dal sondaggio risulta inoltre che il 54 percento della popolazione giudica insufficienti le disposizioni legali volte a lottare contro il riciclaggio di denaro sporco e l’evasione fiscale. Solo per il 32 percento degli interrogati queste misure sono da ritenere invece adeguate.

La decisione di Peter Hess di liberarsi dei suoi controversi mandati nei consigli di amministrazione viene accolta favorevolmente da una buona parte delle persone contattate. Per il 40 percento questa mossa viene considerata sufficiente. Il 38 percento desidera invece che il rappresentante del Partito popolare democratico rinunci anche alla carica di presidente del Consiglio nazionale.

Mercoledì scorso Peter Hess aveva annunciato di voler abbandonare, almeno fino all’anno prossimo, tutti i suoi 48 mandati detenuti in consigli di amministrazione. Il presidente della Camera bassa si era trovato da mesi al centro di pesanti critiche: dapprima per aver taciuto alcuni mandati in ditte produttrici di sigarette e in seguito dopo che erano venuti alla luce altre partecipazioni in società estere con sede in paradisi fiscali.

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