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Prezzi svizzeri sotto pressione

I prezzi dovrebbero scendere, a tutto vantaggio dei consumatori Keystone

La lotta contro le intese cartellarie sarà rafforzata da un regime di sanzioni più severe.

Il Parlamento ha approvato definitivamente giovedì la revisione della legge sui cartelli. La decisione potrebbe avviare al ribasso i prezzi in Svizzera.

Anche le aziende pubbliche dovranno sottostare al controllo della Commissione della concorrenza (Comco): i deputati hanno tacitamente accettato di applicare la legge a tutti i fornitori di beni e servizi indipendentemente dalla loro organizzazione o dalla forma giuridica.

Sanzioni fin dal primo abuso

Con questa revisione la lotta ai cartelli si fa più incisiva: la Comco non dovrà più attendere una recidiva per intervenire contro le intese illecite, ma potrà decretare sanzioni fin dal momento in cui sul mercato viene rilevato un abuso di posizione dominante.

Questa riforma sarà applicabile un anno dopo l’entrata in vigore della revisione. L’azienda colta in fallo rischia una multa fino al 10 per cento del suo fatturato registrato negli ultimi tre anni. L’ammontare esatto sarà calcolato in funzione della gravità e della durata delle pratiche illecite.

Sistema di bonus

Per lottare più efficacemente contro i cartelli realizzati in maniera segreta e professionale, è stato introdotto un regime cosiddetto del «bonus». Una società che denuncia un cartello di cui essa stessa fa parte può sfuggire parzialmente o totalmente alla sanzione. Inoltre, nessuna multa viene applicata a quella società che segnala la nascita di un cartello prima che se ne vedano gli effetti.

Una nuova regolamentazione concerne d’altra parte gli accordi di vertice che legano – ad esempio – un costruttore di vetture ad un concessionario. Non dovrebbe essere permesso che si realizzi un accordo tale da imporre prezzi di vendita fissi o minimi.

Un concessionario non può vedersi attribuire l’esclusiva della vendita su un determinato territorio. Fornitori esterni e in regola dovrebbero poter proporre lo stesso prodotto. Tali regole non si applicherebbero ai medicinali.

Importazioni parallele



Il Parlamento ha invece rinunciato a regolare per il momento la questione delle importazioni parallele, preferendo attendere la revisione della legge sui brevetti. Si è accontentato di sottoporre alla legge sui cartelli le restrizioni all’importazione, basate sul diritto della proprietà intellettuale.

«L’inasprimento della legge sui cartelli andrà a vantaggio soprattutto dei consumatori», ritiene Walter Stoffel, presidente della Comco. A suo avviso la legge «avrà sicuramente un effetto positivo sul livello dei prezzi svizzeri».

La revisione ha tuttavia dei limiti. «Ci sono dei prezzi che non sono sottoposti alle leggi di mercato», spiega Stoffel. «È il caso ad esempio dell’agricoltura, che non sarà toccata dalla nuova legge. Il mercato dell’automobile ne sarà invece influenzato direttamente».

swissinfo e agenzie

Il parlamento ha anche corretto un «passo falso» a proposito di importazioni parallele di video e DVD: ha deciso di tornare ad un regime più liberale dopo il divieto di vendere video importati e di DVD della zona 1 (Nordamerica), introdotto con l’entrata in vigore della nuova legge sul cinema, nell’agosto 2002.

L’importazione parallela sarà proibita fintanto che un nuovo film viene proiettato nelle sale di una delle regioni linguistiche del paese.

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