Rimpatriata lunedì la salma dell’infermiera uccisa in Congo
Rita Fox, infermiera bernese di 36 anni, era rimasta uccisa giovedì nella Repubblica democratica del Congo, insieme ad altri 5 collaboratori del Comitato Internazionale della Croce Rossa, nel corso di un agguato nel nord-est del paese. L'esercito ugandese, accusato dalle autorità di Kinshasa di essere implicato nel massacro, ha intanto negato ogni responsabilità.
«Non abbiamo elementi per accusare una delle due parti in lotta nella regione», ha detto il portavoce del CICR Juan Martinez, il quale ha aggiunto che non sarà presa alcuna decisione prima che la vicenda sia stata chiarita. Ad ogni modo, se non saranno fornite garanzie di poter operare in sicurezza, il Comitato Internazionale della Croce Rossa rivedrà il proprio atteggiamento.
L’esercito ugandese, reagendo alle accuse lanciate dalle autorità di Kinshasa, ha intanto smentito di essere implicato nell’imboscata di giovedì, nel nord-est della Repubblica democratica del Congo (RDC). Kinshasa aveva accusato venerdì Kampala, le cui truppe sono dispiegate nel nord-est della RDC, di essere il principale responsabile del massacro.
I corpi mutilati dei sei collaboratori del CICR sono stati rinvenuti dall’esercito ugandese a una trentina di chilometri da Bunia, nei pressi della frontiera. Le vittime sono quattro congolesi, oltre a un colombiano e all’infermiera bernese.
swissinfo e agenzie
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