Ritardi nella perequazione finanziaria tra Confederazione e cantoni
La riforma della perequazione finanziaria e della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni sta accumulando ritardi. Previsto per quest'anno, il progetto destinato al parlamento è rinviato all'autunno del 2001. L'annuncio giovedì a Berna
Sarebbe comunque sbagliato supporre che tutto sia bloccato, ha sottolineato il ministro delle finanze Kaspar Villiger. Il sistema è stato messo a punto, ma prima di presentare il messaggio alle Camere occorre quantificare in modo preciso le conseguenze della riforma per i cantoni, ha aggiunto.
Si tratta di rivedere i flussi finanziari tra la Confederazione e i cantoni. Il progetto mira a ridurre le differenze tra cantoni ricchi e meno agiati, nonché ad introdurre nuove forme di collaborazione.
Corretta dopo le opposizioni sollevate nella procedura di consultazione, la nuova perequazione finanziaria è stata ribattezzata «riforma della ripartizione dei compiti tra Confederazione e cantoni». Ogni cantone riceverà un dossier particolareggiato sugli effetti della riforma, ha spiegato il direttore dell’Amministrazione federale delle finanze Peter Siegenthaler. Un periodo transitorio dovrà permettere loro di adattarsi ai cambiamenti.
Una volta che la riforma sarà attuata, verso il 2005, certi cantoni riceveranno meno soldi. Ma secondo Villiger avranno altri vantaggi, come una maggiore autonomia. Il fatto che cantoni ricchi come Svitto ricevano soldi – ha aggiunto il consigliere federale – non è necessariamente percepito come una ripartizione equa.
Dopo aver constatato le ingiustizie del sistema attuale i cantoni – ha dal canto suo sottolineato il consigliere di Stato bernese Hans Lauri, che presiede la Conferenza dei direttori cantonali delle finanze – non sono più disposti a continuare in questo modo. Secondo Lauri, un fallimento del progetto è di conseguenza impensabile. Ciò significherebbe, altrimenti, che la centralizzazione tenderebbe ad aumentare e che ai cantoni verrebbe sempre più assegnato il ruolo di «esecutori» dei programmi della Confederazione.
swissinfo e agenzie
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