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Un anno fa l’incidente di canyoning: cerimonia in suffragio delle 21 vittime

Un amico delle vittime suona il didjeridoo, tipico strumento degli aborigeni australiani, vicino alla lapide commemorativa della tragedia del Saxetbach. Keystone / Alessandro della Valle

Esattamente un anno dopo il tragico incidente di canyoning nel Saxetbach, ha avuto luogo stamattina a Wilderswil (nel Canton Berna) una cerimonia per ricordare le 21 persone che vi hanno perso la vita. Molte le persone che vi hanno preso parte.

Alla commemorazione hanno partecipato un centinaio di famigliari, provenienti per la maggior parte dall’Australia, ma anche gente comune ed abitanti della regione.

In tutto l’Oberland bernese, ed anche in altre regioni della
Svizzera, giovedì si è rinunciato ad effettuare spedizioni di canyoning per rispetto ai famigliari delle vittime.

La cerimonia ha avuto inizio dopo le 11 presso la lapide commemorativa, una pietra calcarea di 160 centimetri estratta dal fiume, sulla quale figurano i nomi delle vittime. Dal giorno della sciagura questo è divenuto un luogo di pellegrinaggio, dove fiori e messaggi di cordoglio ricordano il tragico evento.

«Dal 27 luglio 1999 le vostre vite non sono più le stesse», ha detto di fronte ai familiari il direttore dell’Ufficio del turismo dell’Oberland bernese Hannes Imboden, «vi ponete le stesse domande, ma non riuscite a trovarne le risposte».

Secondo Imboden, bisogna imparare ad ascoltare meglio la natura e a rispettarne la forza. Infine ha annunciato che il comune di Wilderswil parteciperà alla costruzione di un «Memorial Park» sul prato dove è stata eretta la lapide, un’idea che ha, dapprima, preso forma in Australia.

Il 27 luglio 1999 nel Saxetbach persero la vita 21 giovani, principalmente cittadini australiani. Furono sorpresi da un’improvvisa piena del fiume durante un’escursione organizzata dalla «Adventure World».

Dal punto di vista giudiziario, undici persone sono oggetto di un’inchiesta per omicidio colposo, ma nessuna sentenza è ancora stata pronunciata. Tra queste persone figurano le cinque guide che sono sopravvissute al dramma, ed i tre dirigenti della società «Adventure World», che, nel frattempo, ha chiuso i battenti.

swissinfo e agenzie

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