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“Iniziativa neutralità indebolisce ruolo Svizzera promozione pace”

Keystone-SDA

L'accettazione dell'iniziativa sulla neutralità comporterebbe, secondo un'alleanza di 22 organizzazioni, un disimpegno dalle responsabilità derivanti dal diritto internazionale e indebolirebbe il ruolo della Svizzera nella promozione della pace.

(Keystone-ATS) “L’iniziativa guarda alle guerre del passato e non alla pace di domani”, ha affermato Günther Bächler, ex diplomatico svizzero e mediatore per la pace, durante una conferenza stampa a Berna, come riferito in un comunicato. Oggi, sottolinea, sono determinanti la diplomazia, la cooperazione internazionale e la prevenzione civile dei conflitti. La Svizzera può mantenere la propria credibilità come mediatrice solo se resta integrata nelle reti internazionali e si posiziona come membro affidabile di una comunità democratica fondata sul diritto internazionale.

Secondo le organizzazioni – tra cui Amnesty International, Alliance F, Operazione Libero, Public Eye e Alliance Sud – la neutralità non esonera la Svizzera dal reagire alle gravi violazioni dei diritti umani e del diritto internazionale. “Le sanzioni economiche costituiscono uno strumento importante a disposizione della comunità internazionale per reagire alle gravi violazioni del diritto internazionale”, sottolinea Helen Keller, professoressa di diritto internazionale all’Università di Zurigo ed ex giudice della Corte europea dei diritti dell’uomo.

La neutralità deve infatti essere sempre considerata nel contesto degli altri obblighi che la Svizzera ha assunto in virtù del diritto internazionale. Il Paese ha, tra l’altro, ratificato lo Statuto di Roma che istituisce la Corte penale internazionale ed è quindi tenuto a perseguire e giudicare gli autori di gravi crimini di guerra. “La passività sarebbe non solo inappropriata, ma contraria al diritto internazionale. In questi casi, la Svizzera non può nascondersi dietro la propria neutralità”, si legge nel comunicato.

Se l’iniziativa venisse accettata, la Svizzera rischierebbe inoltre di diventare una piattaforma per aggirare le sanzioni. “La Svizzera diventerebbe attrattiva per le persone e le aziende sottoposte a sanzioni da parte di altri Stati”, spiega Robert Bachmann, specialista di politica internazionale e sanzioni presso Public Eye.

Per l’alleanza, la sicurezza passa dalla cooperazione. “Non vogliamo una neutralità che metta a rischio la sicurezza della Svizzera o indebolisca il diritto internazionale”, afferma Lisa Marchon, copresidente di Opération Libero. “La sicurezza passa dalla cooperazione con partner democratici, non dall’impunità”.

Nel comunicato, l’alleanza annuncia infine di aver creato Politopia.ch, un simulatore che consente di valutare l’impatto dell’iniziativa. Chi utilizza il simulatore, ha spiegato Marchon, può rendersi conto di quanto le mani della Svizzera sarebbero legate con l’approvazione del testo sulla neutralità.

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