63 Nazioni all’evento dedicato all’eredità politica di Fidel Castro
Il presidente di Cuba, Miguel Díaz-Canel, ha inaugurato il 1° Colloquio Internazionale "Fidel, eredità e futuro", alla presenza di 1'500 delegati provenienti da 63 Nazioni.
(Keystone-ATS) L’incontro celebra il centenario della nascita del leader della Rivoluzione Cubana, proponendo uno spazio di riflessione sull’attualità del suo pensiero politico e della sua strategia.
Durante il vertice sono state esposte le conquiste sociali del Paese, come l’invio di oltre 600’000 professionisti della salute in 165 nazioni, contrastandole con le pesanti ricadute del blocco statunitense. L’embargo ha infatti paralizzato 1400 MW di rete elettrica e bloccato 98’000 interventi chirurgici, riducendo la disponibilità dei farmaci essenziali al 30%.
Ribadendo la vocazione alla solidarietà, è stato ripreso il discorso di Castro all’ONU del 1960: “Scompaia la filosofia del saccheggio, e sarà scomparsa la filosofia della guerra!”. Tra gli ospiti, il primo ministro della Namibia ha esclamato “Fidel è Fidel”.
È intervenuto anche l’economista e politico austriaco Walter Baier, attuale presidente del Partito della Sinistra Europea ed ex leader del Partito Comunista d’Austria, che ha concluso affermando: “L’eredità di Fidel non è un ricordo, è una responsabilità”.