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Anche il Pil pro capite è aumentato “in modo solido”

Gli svizzeri vedono espandersi la loro economia. KEYSTONE/SALVATORE DI NOLFI sda-ats

(Keystone-ATS) Dopo la crisi del coronavirus il prodotto interno lordo (Pil) svizzero ha beneficiato di uno sviluppo solido anche se considerato in relazione all’aumento della popolazione.

È la conclusione cui giunge la Segreteria di Stato dell’economia (Seco) in un’analisi pubblicata oggi a margine dei dati sulla crescita economica elvetica nel quarto trimestre 2022 (0,0%) e nell’insieme dell’anno scorso (+2,1%).

Il Pil pro capite spurgato dagli effetti dei grandi eventi sportivi era crollato del 3,2% nel 2020, per poi risalire di un analogo 3,2% nel 2021. Nel 2022 è cresciuto dell’1,2%, in base alle stime provvisorie odierne della Seco.

Interessante è anche il confronto internazionale (i calcoli si basano sul dollaro e sono corretti per avere la stessa parità di potere d’acquisto). Nei dieci anni precedenti il Covid il Pil pro capite della Svizzera è aumentato più lentamente di quello degli Stati Uniti e della Germania: in media, i due paesi in questione hanno registrato una crescita annua dell’1,6% tra il 2010 e il 2019, a fronte dello 0,9% della Svizzera, un dato analogo a quello di nazioni quali i Paesi Bassi, la Francia e l’Austria (pure 0,9%), ma nettamente superiore a quello osservato in Italia (0,3%).

Anche dal 2020 al 2022 la progressione del Pil pro capite è stata significativamente più forte negli Usa che in Svizzera: l’economia statunitense si è sviluppata in modo particolarmente dinamico nella fase di ripresa dalla crisi, tanto che il dato è aumentato in media dell’1,4% all’anno e il livello del Pil 2019 è stato superato di un buon 4% nel 2022. Nell’Eurozona (+0,5% annuo, +1,2% rispetto al 2019) la crescita è stata invece solo leggermente superiore a quella elvetica (+0,4%, +1,0%).

Se si tiene conto in modo cumulativo dell’intero periodo dal 2010 al 2022, il Pil pro capite svizzero è cresciuto del 9%. In Germania, la crescita è stata più forte fino al 2017, ma negli anni successivi lo sviluppo è stato debole: ciò può essere dovuto al fatto che l’industria tedesca sta affrontando problemi strutturali nel settore automobilistico, affermano gli esperti della Seco. Anche lo sviluppo dell’Italia è degno di nota: vi è stata sì una ripresa dopo la crisi del debito europeo del 2012, ma il tirando le somme il Pil pro capite del 2022 risulta solo lievemente superiore a quello di dieci anni prima.

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