Sabena: Swissair paga e può rinunciare alla maggioranza
Swissair e il governo belga hanno raggiunto un accordo sul futuro di Sabena: le parti contraenti verseranno, insieme, 430 milioni di euro (650 milioni di franchi) nella compagnia di bandiera belga al fine di risanarla. Swissair pagherà il 60 percento della somma, lo stato belga il 40 percento. La borsa ha reagito favorevolmente alla notizia: nella mattinata di mercoledì il titolo di Swissair ha registrato un rialzo di oltre il 20 percento.
Grazie a questo accordo, Swissair non sarà più obbligata ad aumentare la sua partecipazione in Sabena fino all’85 percento del capitale azionario, come invece voleva la stessa compagnia di bandiera belga sostenuta dal governo: entrambe avevano adito le vie legali per obbligare Swissair ad aprire i cordoni della borsa, al fine di rispettare gli impegni presi il 25 gennaio scorso dall’ex presidente del consiglio di amministrazione di Swissair, Eric Honegger.
Grazie all’intesa di martedì le denuncie contro Swissair sono state ritirate. Swissair continuerà a controllare il 49,5 percento di Sabena, lo stato belga il 50,5 percento. In base all’accordo, tuttavia, né lo stato belga né Swissair si sono assunte l’onere di continuare a finanziare Sabena in futuro, se l’iniezione di denaro ora decisa dovesse rivelarsi inefficace.
Corti soddisfatto, Sabena e stato belga anche
Il nuovo timoniere di Swissair Mario Corti, citato nel comunicato, si è detto contento dell’intesa raggiunta col governo belga. «Non solo non saremo più obbligati ad aumentare la nostra partecipazione in Sabena», ha detto, «ma questa intesa non ci obbligherà più in futuro ad assumerci oneri finanziari illimitati». L’accordo darà a creditori e azionisti di Swissair chiarezza sugli impegni finanziari della società. «Grazie al ritiro delle denuncie», ha aggiunto Corti, «un elemento di insicurezza in più è stato eliminato». Il finanziamento rateale, ha precisato, attenuerà l’impatto di questa misura sul cash-flow.
Soddisfazione è stata espressa anche dalla controparte, nella persona del ministro delle Telecomuncazioni, Rick Daems, il quale si è detto contento dell’iniezione di denaro, che garantirà la fattibilità del piano finanziario per il 2001-2005 di Sabena. Un elemento importante anche per la direzione di Sabena: l’accordo, hanno dichiarato all’unisono il presidente del consiglio di amministrazione, Fred Chaffart, e il direttore, Christoph Müller, «toglie di mezzo l’insicurezza esistenze fino ad ora e getta le basi per il risanamento dell’azienda».
I sindacati belgi hanno accolto la notizia con un sospiro di sollievo, anche se i problemi da risolvere sono ancora molti. I sindacati di ispirazione cristiana giudicano favorevolmente l’impegno finanziario di Swissair.
Nove airbus per Swissair
I costi scaturiti da questa intesa per Swissair, si legge nella nota, sono già stati inclusi nel bilancio 2000 della compagnia aerea elvetica. Contemporaneamente, Swissair ha assicurato che rileverà i nove Airbus A319/A320 ordinati da Sabena che dovrebbero essere consegnati nel 2002: sul loro destino si deciderà al momento della ristrutturazione del portfolio-leasing di Swissair, si legge nella nota. Secondo il portavoce di Swissair Jean-Claude Donzel, i vettori potrebbero venir noleggiati onde attenuare i costi derivanti dal loro acquisto.
Sabena: via libera misure di ristrutturazione
Stando al comunicato, le misure di ristrutturazione previste dalla direzione di Sabena e presentate nel piano finanziario per il periodo 2001-2005 verranno applicate onde garantire la redditività della società, che al momento registra forti perdite. In base ad informazioni apparse sulla stampa belga, 1700 impiegati di Sabena su 12 000 potrebbero perdere il posto.
swissinfo e agenzie
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