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Da Ginevra un nuovo farmaco anti-rigetto

Una placca di colesterolo sulla parete di un'arteria. Dalhousie Cardiac Prevention Research Centre, di Halifax, in Canada

Ricercatori dell'Università di Ginevra hanno scoperto che una sostanza, comunemente usata contro il colesterolo, è utile anche nel trattamento anti-rigetto, dopo un trapianto di organo.

Le statine sono una famiglia di farmaci usati da tempo per contrastare l’accumulo di grassi nel sangue. Bloccano l’attività di un enzima presente nel fegato, che è indispensabile per la sintesi del colesterolo.

Ora, un gruppo di ricercatori della Divisione di cardiologia dell’Ospedale universitario di Ginevra ha scoperto una nuova interessante proprietà di queste sostanze. La notizia è apparsa sull’ultimo numero del mensile “Nature Medicine”.

Francois Mach e i suoi colleghi hanno osservato che le statine inibiscono la produzione di un particolare tipo di cellule del sistema immunitario, le APC. Il compito delle APC è di dare inizio a una reazione infiammatoria difensiva, quando nell’organismo viene introdotto un corpo o un tessuto estraneo.

Le statine, dunque, riducono l’aggressività del sistema immunitario e possono rivelarsi utili nella cura delle malattie infiammatorie di origine autoimmune, cioè quelle patologie provocate da una reazione immunitaria eccessiva e ingiustificata, che danneggia l’organismo stesso, come l’artrite reumatoide, la colite ulcerosa o il diabete giovanile. Inoltre, possono essere impiegate nel trattamento anti-rigetto, dopo un trapianto di organo.

Già oggi, alcuni farmaci della famiglia delle statine vengono somministrati ai pazienti che soffrono di aterosclerosi, l’arteriosclerosi delle grosse e medie arterie, che provoca il restringimento dei vasi sanguigni e favorisce l’infarto e l’ictus. L’aterosclerosi è dovuta in parte all’accumulo di colesterolo sulle pareti interne dei vasi, in parte a una reazione infiammatoria del sistema immunitario.

Fino ad orasi pensava che l’effetto delle statine contro l’aterosclerosi fosse legato alla riduzione del colesterolo. Ora è noto che queste sostanze agiscono anche su un altro fronte: la riduzione dell’infiammazione.

Maria Cristina Valsecchi

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