I sindacati chiedono un aumento reale dei salari
Secondo l'USS, si tratta di una misura di giustizia sociale che potrebbe inoltre contrastare l'indebolimento della congiuntura.
Dopo la conclusione di una parte dei negoziati salariali col padronato, l’Unione sindacale svizzera (USS), che ha metà agosto aveva aperto il round di trattative rivendicando un aumento generale del 5%, ha presentato un primo bilancio. I risultati ottenuti variano da un incremento del 3-3,25% per il settore della grande distribuzione e per la Roche al 4,3% spuntato per i lavoratori dei cementifici. Nel quadro della campagna in favore dei salari minimi, i sindacati sono riusciti in parte a strappare aumenti proporzionalmente più elevati per i bassi salari, in particolare nell’hotelleria e nella ristorazione, ha precisato il presidente dell’USS, Paul Rechsteiner.
A fronte di questi risultati relativamente positivi, per il blocco delle trattative in altri settori è invece “preoccupante”, in particolare nel settore della costruzione e per le Ferrovie federali. Rechsteiner ha duramente criticato l’atteggiamento dei dirigenti FFS, che in primavera non si sono fatti problemi ad aumentarsi i propri stipendi del 50-100%, ma che oggi rifiutano un aumento al personale da dieci anni in attesa di miglioramenti salariali. François Gatabin, vice-presidente del SEV, ha annunciato il ricorso anche a misure di lotta se le prossime proposte delle FFS non saranno all’altezza.
Progressi si renderebbero necessari anche nel settore principale della costruzione che conta circa 100mila lavoratori per i quali i sindacati chiedono aumenti del 5% e miglioramenti in materia di pensionamento, di orari, di salute e di sicurezza. La situazione economica attuale del settore e le previsioni non giustificano l’atteggiamento del padronato, ha sottolineato Jacques Robert, vicepresidente del SEI. Egli ha inoltre ricordato l’erosione subita dai salari negli anni ’90 e il peggioramento delle condizioni di lavoro sui cantieri.
Ma di fronte ai segnali di forte rallentamento della crescita, un sensibile aumento del livello salariale in termini reali si giustifica anche in un’ottica di politica economica, ha precisato Serge Gaillard, segretario centrale dell’USS. Oltre a colmare il ritardo nella compensazione del rincaro, un rafforzamento del potere d’acquisto contribuirebbe a garantire l’aumento dei consumi. Per Gaillard l’evoluzione della domanda interna rappresenterà infatti un puntello fondamentale alla già modesta crescita pronosticata per i prossimi 12 mesi.
Luca Hoderas
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