Jean Starobinski: 80 anni, ma non pensa proprio alla pensione
L'erudito e umanista svizzero Jean Starobinski compie oggi ottant'anni. Dottore honoris causa di quindici università, il linguista, medico, storico e scrittore è stato insignito dei più prestigiosi premi internazionali.
Nella vita di Jean Starobinski medicina e letteratura si sono sempre intrecciate armoniosamente: così strettamente da non metterlo mai di fronte a una scelta definitiva tra le due discipline. Nato a Ginevra nel 1920, ha frequentato la facoltà di lettere tra il 1939 e il 1942. Ha in seguito scelto di laurearsi in medicina «perché è il miglior modo per conoscere la condizione umana».
Diplomato nel 1948, Starobinski ha lavorato come medico assistente in reparti di medicina interna e psichiatria. Nel 1958 ha conseguito il dottorato in lettere, con la tesi «Jean-Jacques Rousseau: la trasparenza e l’ostacolo». Nel 1960 ha presentato una tesi in medicina sulla storia del trattamento della malinconia.
Allievo di studiosi come Marcel Raymond, Jean Piaget e Leo Spitzer, ha insegnato dal 1958 al 1985 storia delle idee e della medicina nonché letteratura francese all’università di Ginevra. Parallelamente, tra il 1959 e il 1961, ha anche tenuto corsi all’Università di Basilea.
Starobinski ha presieduto dal 1967 al 1993 la società Jean- Jacques Rousseau; i suoi studi sotto tuttora considerati fondamentali per la comprensione del filosofo e letterato ginevrino. «Jean-Jacques Rousseau è il mio paziente più celebre», ama affermare scherzosamente.
«Grazie alla mia doppia formazione – afferma il professore ginevrino – sono sempre stato interessato alla cultura nel suo insieme». L’unico rammarico – aggiunge – è di non essere stato maggiormente dotato per le scienze fondamentali, come la matematica: la mia ambizione è di stabilire legami tra arte e scienza.
Numerosi i riconoscimenti internazionali alla sua lunga carriera. Dottore honoris causa di una quindicina di università, Starobinski è stato tra l’altro insignito del premio Balzan per la storia e critica delle letterature nel 1984 e del «Grand Prix de la francophonie» dell’Académie française nel 1998. È inoltre ufficiale della Legione d’Onore e dell’Ordine delle Arti e delle Lettere.
Starobinski venne insignito nell’85 anche della laurea honoris causa dall’UNiversità di Urbino e vi affrontò allora il tema di un’Europa che dimentica il proprio passato e che lascia sfaldare la propria cultura, per superficialità ed edonismo, il che precipita l’uomo d’oggi nell’angoscia e crisi di identità e di valori.
Non è invece mai stato particolarmente coinvolto nel dibattito politico, anche per una diffidenza di base nei confronti della diffusione eccessiva e mal controllata dell’informazione, che può portare – a suo parere – a formulare giudizi troppo definitivi. «Sono troppo rispettoso dei fatti per affrettarmi a condannare o applaudire su comando».
Jean Starobinski ha presieduto, tra il 1965 e il 1996, le «Rencontres internationales» di Ginevra, cui intento era di rinnovare i legami tra le differenti culture dopo la Seconda Guerra mondiale. Da qualche anno la rassegna si occupa invece di favorire lo scambio di idee tra specialisti universitari e il pubblico.
Autore di numerose opere tradotte in una dozzina di lingue, Starobinski non è intenzionato ad andare in pensione. Ha infatti appena terminato di scrivere la prefazione a «Le Corps miroir du monde», un volume sui documenti iconografici di Nicolas Bouvier. Per il futuro sta cullando altri progetti.
swissinfo e agenzie
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