Senza successo anche la nuova iniziativa della Denner
La catena di supermercati non è riuscita neanche questa volta a convincere i votanti. L'anno scorso era stata bocciata nettamente la sua iniziativa per costi ospedalieri più bassi; oggi è stata respinta chiaramente in tutti i cantoni con una media nazionale del 69,1 percento.
L’industria farmaceutica può così trarre un grosso respiro di sollievo. Anche se i sondaggi non hanno mai dato concrete possibilità alle proposte dell’iniziativa, le ditte farmaceutiche si sono impegnate molto e con notevoli mezzi finanziari per combatterla.
Per la Denner, l’iniziativa da lei promossa ha riscosso un certo successo nonostante la sconfitta alle urne. All’origine di questo risultato, ha argomentato la società in una nota, vi è la massiccia campagna dei contrari che hanno potuto godere dell’appoggio della grande industria farmaceutica. La discussione sui medicinali continuerà poiché è evidente che il loro prezzo è troppo elevato in Svizzera ha detto il portavoce della Denner Lukas Brühwiler. Mister prezzi e la commissione della concorrenza sono già dovuti intervenirte per abbassare il prezzo delle medicine. La nuova legge sui prodotti terapeutici non è sufficente secondo Brühwiler.
Il comitato socialista favorevole all’iniziativa non si è detto sorpreso dalla sconfitta. La campagna dei contrari finanziata dalle grosse industrie farmaceutiche ha fatto leva sui sentimenti della popolazione seminando paura. Tuttavia, ha detto il consigliere nazionale Rudolf Strahm (PS/BE), il dibattito sul costo eccessivo dei medicinali venduti in Svizzera rispetto all’estero è stato lanciato.
Per il comitato dei pazienti, invece, il rifiuto dell’iniziativa scaccia il fantasma di una medicina a due velocità. Per la consigliera nazionale Trix Heberlein (PLR/ZH), tuttavia, in futuro bisognerà realizzare risparmi anche in questo settore. Secondo la Heberlein, il popolo ha capito che un sì all’iniziativa avrebbe portato a uno scadimento della qualità delle cure mediche.
Anche il comitato denominato «La salute dei malati prima di tutto» e formato da 200 professionisti del ramo si è detto soddisfatto per la sconfitta dell’iniziativa. Popolo e cantoni, indica una nota, si sono pronunciati a favore di una medicina sicura e di qualità. Il no, precisa il comunicato, è una manifestazione di fiducia nei riguardi di medici e farmacisti.
L’iniziativa mirava a ridurre il prezzo dei farmaci in Svizzera essenzialmente tramite due tipi di provvedimenti: libera commercializzazione in Svizzera dei farmaci autorizzati e disponibili in Germania, Italia, Francia e Austria; obbligo per il medico di consegnare al paziente medicamenti generici.
Per il governo, un riconoscimento unilaterale dell’autorizzazione di farmaci da parte degli Stati limitrofi potrebbe ripercuotersi negativamente sull’affidabilità dei farmaci e, di conseguenza, sulla sicurezza dei pazienti. L’autorizzazione automatica non implica poi di per sé la riduzione dei prezzi dei farmaci in Svizzera, ma -sempre secondo il governo – offre soprattutto agli intermediari la possibilità di realizzare guadagni che non necessariamente si ripercuotono sul pubblico.·Inoltre, l’obbligo di consegnare generici rappresenta una grave ingerenza nella responsabilità e nella libertà terapeutica dei medici e nel loro rapporto con i pazienti.··
D’altra parte, il Consiglio federale ha già inoltrato al parlamento un progetto di revisione della legge sull’assicurazione malattie che prevede di promuovere i preparati generici. Nell’ambito della nuova legge sui medicamenti e i dispositivi medici, sono inoltre in preparazione misure per lo snellimento delle procedure di riconoscimento internazionale.·Revisione della legge sull’assicurazione malattie e nuova legge sugli agenti terapeutici costituivano, secondo il governo, un controprogetto indiretto all’iniziativa.
La Lega dei ticinesi si era ritrovata da sola a difendere l’iniziativa, mentre il partito socialista aveva lasciato la libertà di voto.
Mariano Masserini
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