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Australia vuole tassa del 2,25% su big tecnologia per uso notizie

Keystone-SDA

Dopo le restrizioni sui social media per gli adolescenti, nuova mossa dell'Australia nei confronti dei big della tecnologia, ma sul fronte editoria.

(Keystone-ATS) Con la proposta “News Bargaining Incentive” il governo mira a tassare Meta, Google e TikTok del 2,25% del loro fatturato australiano a meno che non raggiungano volontariamente accordi con i media locali.

“Le grandi piattaforme digitali non possono sottrarsi agli obblighi previsti dal codice contrattuale dei media”, spiega il primo ministro Anthony Albanese. Le modifiche mirano a colmare la lacuna di una precedente legge sui media che consentiva alle organizzazioni di evitare una tassa se rimuovevano le notizie dalle loro piattaforme. “Stiamo incoraggiando i big a sedersi al tavolo con le testate giornalistiche e portare a termine accordi”, spiega il premier aggiungendo che il giornalismo deve avere un “valore monetario, non dovrebbe poter essere preso da una grande multinazionale e utilizzato per generare profitti senza alcun compenso”. Quando Canberra propose leggi simili nel 2024, Meta annunciò che gli utenti australiani non sarebbero più stati in grado di accedere alla sezione “notizie” e che non avrebbe rinnovato gli accordi sui contenuti con gli editori dii Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia e Germania.

Meta afferma ora che le leggi proposte “non sono altro che una tassa sui servizi digitali” e che “le testate giornalistiche pubblicano volontariamente contenuti sulle nostre piattaforme perché traggono valore dal farlo”. Google aggiunge di avere già accordi commerciali con più di 90 aziende giornalistiche locali: “Siamo stati chiari: rifiutiamo la necessità di questa tassa”, dice un portavoce.

“Le persone ricevono sempre più notizie direttamente da Facebook, da TikTok e Google – osserva il ministro delle Comunicazioni, Anika Wells – Crediamo che sia giusto che le grandi piattaforme digitali contribuiscano al duro lavoro che arricchisce i loro feed e che incrementa le loro entrate”.

La proposta è stata presentata oggi e la consultazione pubblica si concluderà a maggio. Arriverà in parlamento entro la fine dell’anno.

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