BNS: iniziativa oro minaccia dividendi a cantoni
(Keystone-ATS) Un’accettazione dell’iniziativa “Salvate l’oro della Svizzera” il prossimo 30 novembre comporterebbe una diminuzione dei dividendi versati dalla Banca nazionale svizzera ai Cantoni: è l’avvertimento lanciato oggi da Fritz Zurbrügg, membro della direzione generale della BNS, in una intervista ai giornali del gruppo “Nordwestschweiz” e alla “Südostschweiz”.
“Poiché la parte degli attivi in oro nel bilancio della BNS aumenterebbe nel lungo termine senza poter essere venduta, gli utili da versare ai Cantoni diminuirebbero costantemente”, “l’oro è un attivo che non rende nulla”, afferma Zurbrügg.
L’iniziativa, lanciata nel settembre 2011 da esponenti dell’UDC, chiede che le riserve auree della BNS non possano essere vendute e che siano depositate in Svizzera. Inoltre la BNS deve mantenere una parte rilevante – non inferiore al 20% – dei propri attivi in oro, un obiettivo da raggiungere entro cinque anni dall’eventuale accettazione popolare.
Un accordo prevede attualmente la distribuzione annuale di un miliardo di franchi, quando la situazione finanziaria lo consente. Cantoni e Confederazione, temendo una diminuzione dei dividendi, respingono l’iniziativa.
Secondo Fritz Zurbrügg, una regolamentazione come quella voluta da quest’ultima avrebbe reso difficile l’introduzione della soglia minima di cambio franco-euro nel 2011: “Non avremmo certamente potuto attuare l’annunciato acquisto senza limiti di divise con la stessa credibilità”, sottolinea l’alto responsabile della BNS.
Con le nuove regole – spiega Zurbrügg – il mercato si aspetterebbe una BNS “titubante”, perché nel caso di un forte aumento delle divise com’è stato nel 2011 si dovrebbe anche comprare più oro” per mantenere le riserve sopra il limite del 20%.
“Normalmente ci esprimiamo con molto riserbo sulle iniziative in votazione”, rileva Zurbrügg. Quella sull’oro è però “un’eccezione, perché ha un influsso diretto sul funzionamento della BNS”. A suo avviso, la Banca nazionale non potrebbe più assolvere integralmente il suo mandato legale in caso di un “sì” a fine novembre. La BNS – conclude – “spera e pensa che il popolo saprà riconoscere le conseguenze negative dell’iniziativa e la respingerà”.
Anche Consiglio federale e Cantoni ritengono che una quota crescente di oro causerebbe tendenzialmente una diminuzione dell’utile netto e che quindi la distribuzione di questo utile a Confederazione e Cantoni risulterebbe minore. La mancata distribuzione di quest’anno “mostra che una simile misura accresce la pressione verso un aumento delle imposte, la diminuzione delle prestazioni e un nuovo indebitamento dei Cantoni”, aveva rilevato lo scorso 7 ottobre Peter Hegglin, presidente della Conferenza dei direttori cantonali delle finanze (CDF), in una conferenza stampa congiunta a Berna con la ministra federale delle finanze Eveline Widmer-Schlumpf.