Boom vendite ferri da maglia e macchine da cucire grazie a Covid
(Keystone-ATS) Sulla scia del coronavirus scatta l’ora del fai da te: in Svizzera è boom delle vendite di macchine da cucire e ferri da maglia, riferisce oggi la SonntagsZeitung.
Ciò che ancora ieri forse qualcuno considerava materia per zitellone attempate, ora sta tornando in auge: ci si può presentare al mondo come creativi e sostenibili, nonché magari come rudi cow boy.
“Le cifre delle vendite sono davvero esplose”, afferma Matthias Fluri, portavoce del produttore di macchine Bernina, in dichiarazioni riportate dalla SonntagsZeitung. “Il 2020 è stato un anno record per noi”. E la tendenza continua, aggiunge. “Alcuni modelli di macchine da cucire sono attualmente esauriti”.
L’impresa assiste anche a una corsa alle istruzioni di cucito e ai modelli sul blog. “Prima della pandemia, avevamo circa 20’000 visitatori in un giorno buono, l’anno scorso la cifra è salita fino a 140’000”.
Anche il rivenditore online Galaxus nota un netto aumento della domanda. Le vendite di ferri da maglia, macchine da cucire, forbici per tessuti e lana sono aumentate di oltre il 600% nell’anno del coronavirus, spiega la portavoce Norina Brun al domenicale zurighese. Lo smercio dei soli accessori per macchine da cucire è progredito di più di dieci volte da aprile 2020 a marzo 2021, le vendite di ferri per uncinetto e maglia sono salite di otto volte.
La nuova passione degli svizzeri è nata con la pandemia. “Tutto è iniziato con maschere di tessuto fatte in casa”, osserva Fluri. “C’erano semplicemente troppo poche mascherine, così le persone hanno iniziato a costruirsele da sole”. Prima per se stessi, poi anche per i parenti o come regalo per le case di cura. “Così facendo molti hanno poi capito che il cucito è qualcosa che si può fare bene a casa; e che è gratificante fare qualcosa con le proprie mani”.
Lavorare a maglia e all’uncinetto, dice Nicola Brand, responsabile della gamma maglieria e cucito di Galaxus, è un’attività “quasi meditativa”. Una specie di yoga per la mente. A sostenere il record di vendite è anche un modo di porsi verso gli altri: ci si presenta come creativi, individuali e chiaramente anche un po’ sostenibili. “Il lavorare a maglia è una controtendenza al fast fashion”, alla moda come usa e getta, sostiene Brand. “Quindi è ovvio che si lavora a calze e maglioni con lana prodotta in modo sostenibile”. Particolarmente richiesto è al momento il filato Zpagetti, lana prodotta con avanzi riciclati dall’industria della moda e del tessile. Naturalmente sulla scia della lana e dei tessuti arriva poi tutto il resto: olio lubrificante per la macchina da cucire, pinze, taglierini, busti e quant’altro.
Anche tra gli uomini, il ricamo sembra essere diventato un hobby alla moda. George Clooney ha recentemente rivelato di essere un fan del cucito: fa vestiti per i suoi figli e rammenda anche gli abiti di sua moglie. Gli uomini svizzeri sono più rustici: “cuciono soprattutto tende, trapunte patchwork e borse per biciclette”, dice Fluri della Bernina. La tendenza è arrivata dagli Stati Uniti: una sorta di feeling da Far West nei tinelli elvetici, commenta la SonntagsZeitung.
La tendenza all’artigianato domestico sta interessando anche la grande distribuzione. “Al momento, i kit di cucito e gli accessori per macchine da cucire si stanno vendendo particolarmente bene”, spiega un portavoce di Migros. La gamma è stata quindi ulteriormente ampliata. Il gigante del commercio al dettaglio offre anche corsi di cucito online.