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Borsa svizzera chiude negativa, SMI -1,80%

(Keystone-ATS) La Borsa svizzera ha chiuso l’ultimo giorno di contrattazioni della settimana in rosso con lo SMI sotto la soglia dei 9’000 punti: l’indice dei principali titoli ha perso l’1,80% a 8’895,35 punti, mentre l’indice complessivo SPI è arretrato dell’1,66% a quota 8’746,79.

Sui mercati hanno pesato il clima di incertezza politica in Grecia e soprattutto il forte calo del prezzo del petrolio (sceso sotto i 60 dollari al barile), che è stato interpretato dagli esperti come un segnale di raffreddamento della congiuntura mondiale.

Si sono poi innescate speculazioni in base alle quali la Fed potrebbe presto uscire dalla sua politica dei tassi zero. Nessuna influenza ha avuto invece la notizia della migliorata fiducia dei consumatori americani, salita in dicembre al livello più alto dal 2007.

Sotto pressione a Zurigo è finita nuovamente la volatile Transocean (-5,78% a 16.31 franchi), che opera nel settore delle piattaforme petrolifere, ma hanno decisamente trascinato i listini verso il basso anche i pesi massimi difensivi, con Nestlé scivolata dell’1,60% (a 70.55 franchi), Novartis dell’1,41%(a 90.80 franchi) e Roche del 2,01% (a 287.00 franchi).

UBS tra i titoli finanziari ha ceduto l’1,74% (a 16.98 franchi), Julius Bär l’1,59% (a 43.99 franchi), ma molto peggio ha fatto Credit Suisse (-2,95% a 24.71 franchi).

Non sono sfuggiti al movimento al ribasso gli assicurativi (Zurich Insurance -1,90% a 299.90 franchi; Swiss Re -1,79% a 82.20 franchi) ed è proseguita nel segmento del lusso la discesa di Swatch (-1,52% a 446.20 franchi). Più marcata ancora la flessione della concorrente Richemont (-2,59% a 86.55), dopo i segnali di rallentamento in provenienza dalla Cina. Per il gruppo ginevrino quello cinese è infatti un mercato importante.

Tutti di segno meno i valori più esposti ai cicli congiunturali, con ABB che ha fatto un passo indietro del 2,18% (a 20.15 franchi), Holcim dell’1,45% (a 68.10 franchi) e Geberit dell’1,30% (a 333.30 franchi).

Sul mercato allargato Sika, crollata nei giorni scorsi dopo l’annuncio del passaggio sotto il controllo della francese Saint-Gobain, si è ripresa e ha guadagnato il 5,13% (a 141.00 franchi).

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