Monti di Pietà: ultima spiaggia contro crisi
Il ricorso ai Monti di Pietà come soluzione temporanea per far quadrare i bilanci in tempo di crisi è diventato più frequente anche in Svizzera. Per ora, però, sono piuttosto persone agiate ad imboccare questa via.
Da un’inchiesta condotta dall’agenzia di stampa Ats presso i tre istituti di pegni esistenti in Svizzera è emerso che il fenomeno non è dilagante, ma è in crescita sostenuta.
I responsabili dei tre istituti – a Lugano, Ginevra e Zurigo – sono unanimi: negli ultimi mesi è decisamente e continuamente aumentato il numero di coloro che dispongono di beni patrimoniali piuttosto consistenti che hanno dato in pegno dei valori, quali per esempio gioielli o orologi pregiati, per ottenere dei prestiti, perché confrontati con difficoltà temporanee di liquidità.
Costoro preferiscono ricorrere transitoriamente ai Monti di Pietà, piuttosto che vendere azioni o obbligazioni. Si rivolgono a queste istituzioni come ultima ratio, dopo aver già tentato altre opzioni.
I dirigenti dei tre istituti prevedono che il fenomeno si accentuerà ulteriormente nei prossimi mesi, estendendosi alle fasce di popolazione in condizioni economiche più modeste. Un nuovo incremento che dovrebbe intervenire quando coloro che con la crisi economica hanno perso il lavoro avranno esaurito il diritto alle prestazioni dell’assicurazione disoccupazione.
In Svizzera l’attività dei prestiti su pegno è rigorosamente disciplinata dal Codice civile (articoli 907 a 915) ed è sottoposta ad autorizzazione. In totale vi sono tre istituti di prestiti su pegno: a Zurigo, Ginevra e Lugano.
swissinfo.ch e agenzie
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