The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Canicola: Unia denuncia mancato rispetto misure nei cantieri

operaio di cantiere si bagna il viso con una bottiglia di acqua evian
Stop ai lavori in cantiere sopra i 33 gradi Keystone-SDA

Secondo un'indagine condotta da Unia, più di otto cantieri su dieci non applicano sistematicamente le pause supplementari previste a partire dai 33 gradi. Il sindacato chiede norme vincolanti e la sospensione dei lavori fisici pesanti a partire da tale temperatura.

(Keystone-ATS) A luglio, Unia ha intervistato 984 lavoratori edili di tutte le regioni della Svizzera in merito all’applicazione delle misure di protezione contro il caldo. Secondo i risultati presentati oggi a Berna, solo il 18% degli intervistati beneficia sistematicamente delle pause di 15 minuti all’ora previste a partire dai 33 gradi. Per il 67% di loro tali pause non vengono mai concesse, mentre per il 15% solo “a volte”.

La situazione non è molto migliore per quanto riguarda i luoghi di riposo. Solo un terzo (32%) dei lavoratori intervistati afferma di disporre sistematicamente di un luogo fresco dove trascorrere le pause. Un quarto non ne dispone e solo il 43% ne dispone occasionalmente.

Anche gli orari di lavoro non sono adeguati nella maggior parte dei casi: il 68% delle persone interessate indica che non sono stati anticipati, un adeguamento che consentirebbe di evitare le ore più calde. Secondo Unia, la gran maggioranza degli operai continua così a lavorare per l’intera giornata anche quando il termometro raggiunge i 39 gradi.

Malesseri nei cantieri

A detta del sindacato, la posta in gioco va ben oltre il comfort sul lavoro. “La questione non è se lavorare con temperature elevate sia faticoso o sgradevole: sono in gioco la salute e la sicurezza sul lavoro”, ha messo in evidenza Unia.

Il 15% degli intervistati dichiara di aver subito personalmente un malore durante l’ondata di caldo o di averne visto uno colpire un collega.

Unia ricorda che l’edilizia rientra già tra le attività professionali più pericolose. Un lavoratore su sei del settore subisce un infortunio ogni anno e il rischio di infortunio è tre volte superiore alla media nazionale. Citando la Suva, l’organizzazione aggiunge che tale rischio aumenta ulteriormente del 7% quando la temperatura supera i 30 gradi.

Per Unia, i risultati dell’indagine evidenziano soprattutto un problema di applicazione delle norme esistenti. Viene deplorata la mancanza di controlli efficaci e di possibilità di sanzioni in caso di infrazione. “Attualmente si registra una vera e propria situazione di emergenza per quanto riguarda l’applicazione della legge”, viene sottolineato.

Misure più rigorose

L’organizzazione sindacale chiede ora che nell’ordinanza sui lavori edili venga inserita una soglia massima di 33 gradi. I lavori fisici pesanti all’aperto dovrebbero essere interrotti a partire da tale temperatura, a meno che non sia garantita una pausa di 15 minuti all’ora in un luogo climatizzato. Tali pause dovrebbero essere conteggiate come orario di lavoro.

Il sindacato chiede inoltre alla Suva di rafforzare i controlli. Se quest’ultima non fosse in grado di assicurarli, tale compito dovrebbe essere affidato ad altri organismi, ad esempio ai Cantoni o alle parti sociali.

Unia domanda poi che il Consiglio degli Stati adotti una mozione già approvata dal Nazionale che consenta di prorogare i termini di costruzione in caso di interruzione dei lavori dovuta al caldo, senza penalità. Anche il sistema di indennizzo in caso di maltempo dovrebbe essere adeguato alle interruzioni legate alle ondate di calore.

Ticino e Ginevra esemplari

In attesa di una normativa nazionale, Unia invita i Cantoni e i Comuni a sfruttare il proprio margine di manovra. Il sindacato cita Ginevra, dove le autorità hanno disposto diverse interruzioni del lavoro a partire dalle ore 13.00 durante gli episodi canicolari di giugno e luglio.

Anche in Ticino, in occasione di un allarme canicola, i lavori sono stati sospesi a partire dalle ore 14:00 in gran parte dei cantieri. Secondo Unia, gli altri Cantoni dovrebbero prendere spunto da questi esempi per proteggere meglio le circa 100’000 persone che lavorano nei cantieri in Svizzera.

Articoli più popolari

I più discussi

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR