CF: anziani e disabili, PC anche per chi vive in parte a casa
Dal 2028 anche gli anziani e i disabili che vivono in parte in un istituto o in un ospedale e in parte a casa avranno diritto ad aiuti finanziari erogati tramite le prestazioni complementari. Lo ha deciso oggi il Consiglio federale.
(Keystone-ATS) Queste prestazioni, precisa l’esecutivo in una nota, verranno concesse sotto forma di importi forfettari, calcolati in proporzione al tempo trascorso a casa. Per averne diritto si dovrà trascorrere al di fuori dell’istituto o dell’ospedale al minimo 60 giorni all’anno.
La quota dell’importo forfettario aumenterà proporzionalmente in funzione del periodo trascorso a casa, con ulteriori soglie di 90, 120, 150 e 180 giorni. Le richieste di prestazioni andranno presentate al competente servizio PC e il rimborso sarà effettuato mensilmente insieme al versamento delle prestazioni complementari.
La base legale per la novità annunciata oggi consiste nella revisione della Legge federale sulle prestazioni complementari all’assicurazione per la vecchiaia, i superstiti e l’invalidità (LPC), approvate dal Parlamento nel giugno dello scorso anno. Lo scopo è consentire agli anziani e ai disabili di vivere il più a lungo possibile in modo autonomo e favorire la loro permanenza al proprio domicilio.
Altre modifiche previste nella legge, quali i supplementi per un appartamento in cui è possibile spostarsi con una carrozzella e per l’affitto di una camera di caso di necessità di assistenza notturna, entreranno in vigore già nel 2027.