CF: carenza di farmaci, ecco la ricetta del governo
Una categorizzazione dei medicamenti, un migliore scambio di informazioni sulla loro disponibilità, una sorveglianza più stretta delle difficoltà di approvvigionamento e una riduzione dei requisiti sulle confezioni.
(Keystone-ATS) È questa in sintesi la ricetta presentata oggi dal Consiglio federale contro la carenza di taluni farmaci, cruccio che da anni assilla la Svizzera.
Le misure dovranno essere attuate in modo scaglionato a breve, medio e lungo termine in collaborazione con gli attori dell’assistenza sanitaria, afferma in un comunicato il governo. Una parte di esse, ha spiegato nel corso di una conferenza stampa la ministra della sanità Elisabeth Baume-Schneider, si basa sui lavori di un gruppo di esperti diretto dall’ex consigliere di Stato del canton Berna Bernhard Pulver, mentre un’altra comprende il controprogetto diretto – a livello quindi di Costituzione – all’iniziativa popolare “Sì alla sicurezza dell’approvvigionamento medico”. Il relativo messaggio è stato adottato e trasmesso al Parlamento.
La Confederazione è da tempo confrontata regolarmente con intoppi nella fornitura di medicamenti, ha ricordato la consigliera federale. Le difficoltà riguardano soprattutto quelli a prezzo conveniente indispensabili nella quotidianità, come gli antibiotici, o quelli irrinunciabili e difficilmente sostituibili per i malati cronici, per esempio contro il morbo di Parkinson, l’epilessia o le malattie psichiche. Fra le cause vi è il trasferimento della produzione in Asia, soprattutto in nazioni quali Cina e India.
Nonostante negli ultimi anni il governo abbia già intrapreso dei passi per migliorare la situazione, il problema persiste, si è rammaricata Baume-Schneider. “Serve un approccio globale, ma non ci si può aspettare una soluzione miracolosa e rapida”, ha evidenziato la titolare del Dipartimento federale dell’interno (DFI).
Codici QR invece dei foglietti
L’esecutivo propone in primis provvedimenti che potranno essere attuati a breve termine o sono già in corso di elaborazione. Per esempio, i foglietti illustrativi in più lingue saranno sostituiti da un codice QR: in questo modo sarà possibile utilizzare confezioni che non sono state prodotte specificamente per il mercato locale. Per i medicamenti omologati sia nell’Unione europea che in Svizzera non saranno più necessari imballaggi specifici per il nostro Paese.
Queste misure volte a ridurre i requisiti applicati alle confezioni dovrebbero rendere il mercato elvetico – dove attualmente vigono regole strette in materia – più attrattivo. Inoltre, il Consiglio federale sta semplificando le procedure di approvazione e verificando se determinati prodotti omologati dall’Ue e utilizzati da anni possano essere riconosciuti direttamente.
Categorizzazione per classi
A medio termine, il Consiglio federale procederà poi a una categorizzazione di tutti i medicamenti in diverse classi per quanto riguarda la loro rilevanza terapeutica. “Una lista simile esiste ad esempio in Olanda”, ha illustrato davanti ai media la direttrice dell’Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) Anne Lévy.
La classificazione avverrà sulla base del beneficio e dell’importanza, ha aggiunto Baume-Schneider. Insieme a farmacie, ospedali, studi medici e altri attori, Berna intende avere a disposizione informazioni sulle scorte in tempo reale, per essere in grado di valutare la durata di una penuria e le possibili alternative. I lavori inizieranno durante il 2026.
Più competenze per Berna
Sul lungo periodo invece, tramite un nuovo articolo costituzionale indispensabile per conferirle le necessarie competenze, la Confederazione vuole svolgere una sorveglianza attiva della situazione al fine di prevenire o ridurre al minimo le difficoltà di approvvigionamento, per esempio con incentivi economici volti a garantire la disponibilità di farmaci critici. Berna dovrebbe poter acquistare in prima persona un determinato materiale medico oppure assegnare ordini per la sua fabbricazione.
Questo nuovo articolo rappresenta il controprogetto diretto all’iniziativa. A differenza di quest’ultima, la proposta governativa si concentra soprattutto sul settore più critico, quello dei medicamenti di uso frequente.
Secondo Baume-Schneider, “l’iniziativa è molto generica, mentre il nostro intervento vuole essere più mirato”. Il testo era stato depositato nell’autunno del 2024 da un comitato composto da medici, farmacisti e droghieri, con l’obiettivo di migliorare l’approvvigionamento medico e trasferire allo Stato le competenze riguardanti la sua sicurezza. L’esecutivo, pur considerando a sua volta la questione fondamentale, lo aveva però bollato come inefficace, annunciando lo scorso giugno la decisione di confezionare un controprogetto.