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CF: UBS, rafforzare fondi propri per scongiurare crisi sistemica

Keystone-SDA

Allo scopo di evitare un altro caso Credit Suisse, e un'eventuale destabilizzazione della piazza finanziaria, UBS dovrebbe avere sette anni di tempo per coprire interamente le proprie partecipazioni in filiali estere con fondi propri di base di qualità primaria.

(Keystone-ATS) È l’obiettivo che si pone il Consiglio federale circa la modifica della legge sulle banche, dossier che il parlamento potrà affrontare già nel corso dell’estate, e l’ordinanza sui fondi propri, ha spiegato oggi ai media la “ministra” delle finanze, Karin Keller-Sutter.

La crisi di Credit Suisse del marzo 2023, ha sostenuto, ci ha fatto capire che le attuali regole “too big to fail” per la banche di rilevanza sistemica presentavano una lacuna che andava assolutamente colmata, un passo salutato anche dalla Banca nazionale, dalla Finma e, non da ultimo, dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul tracollo della seconda banca elvetica.

Proteggere contribuenti e piazza economica

In futuro, insomma, non vogliamo che a pagare lo scotto di un’eventuale crisi sia lo Stato, e quindi i contribuenti, ha affermato la “ministra” PLR, secondo cui le regole stabilite oggi dall’esecutivo non intaccheranno la competitività di UBS a livello internazionale, ma potrebbero invece produrre l’effetto contrario.

Nel 2023, Credit Suisse non è stato in grado di stabilizzarsi da sé poiché le sue partecipazioni estere non erano sufficientemente coperte con fondi propri di base di qualità primaria. Oltre all’acquisizione da parte di UBS, è stato necessario un intervento dello Stato per evitare una crisi finanziaria, ha ricordato Keller-Sutter.

Da qui la proposta di colmare questa lacuna con fondi propri di base di qualità primaria. In caso di problemi, le banche sistemiche, devono avere la possibilità di vendere tutte le filiali estere o parti di esse senza conseguenze negative sulle quote di capitale della casa madre, ha spiegato la consigliere federale. Nel 2023, Credit Suisse non ha potuto farlo senza mettere in pericolo la casa madre in Svizzera, ha rimarcato Keller-Sutter. Oggi ogni perdita di valore registrata sulle filiali estere comporta una diminuzione delle quote di capitale della casa madre svizzera già a partire dal primo franco.

Correggendo questa situazione, ha sottolineato Keller-Sutter, vogliamo ridurre le probabilità di liquidazione di tali banche, contribuendo così a rafforzare la stabilità degli istituti di rilevanza sistemica attive a livello internazionale e quindi anche della piazza finanziaria svizzera. Limitando l’intervento dello stato facciamo in modo che il rischio venga assunto dagli azionisti e non dai contribuenti, ha spiegato la sangallese.

Un compromesso equilibrato

Secondo Keller-Sutter, la proposta del governo rappresenta un compromesso equilibrato. Nel corso dell’esame del dossier, e tenendo conto dei risultati delle procedura di consultazione, sono state scartate soluzioni considerate sproporzionate, come un aumento generale delle esigenze in materia di fondi propri (ad es. attraverso un “leverage ratio” del 15 %).

Non hanno nemmeno convinto adeguamenti strutturali come uno scorporo dell’attività statunitense, come richiesto dall’UDC, o una copertura soltanto parziale delle filiali con fondi propri di base di qualità primaria.

Le conseguenze per UBS

Secondo le stime delle autorità e in base alla situazione attuale, la nuova regolamentazione comporterebbe nel caso di UBS complessivamente un rafforzamento sostanziale e mirato dei fondi propri di base di qualità primaria (CET1) della casa madre pari a circa 20 miliardi di dollari americani. Se trasferiti secondo il principio di causalità, i costi di finanziamento non dovrebbero essere sostenuti dai clienti in Svizzera, ha detto la consigliera federale liberale radicale.

Sulla base del calcolo pro forma, una volta attuate tutte le misure, la possibile quota CET1 futura del gruppo UBS si situa, con il 15,5 per cento, nell’ordine delle quote di capitale attualmente detenute dagli istituti omologhi internazionali.

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