Cina: giovane tibetano picchiato a morte dalla polizia
(Keystone-ATS) Un ventenne tibetano è stato picchiato a morte dalla polizia cinese per ragioni rimaste ignote, mentre in moto a Labrang andava a trovare un suo parente nel monastero Tashikyil. Lo riferisce l’International Campaign for Tibet.
Chonjor, questo il nome del giovane, lo scorso 9 dicembre viaggiava dal suo villaggio di Achok a Labrang, nella prefettura autonoma tibetana della provincia del Gansu (Amdo per i tibetani), quando agenti di polizia l’hanno fermato. Non si sa per quale motivo, ma gli agenti l’hanno immediatamente portato in una caserma dell’esercito, dalla quale è uscito morto.
Sia la famiglia che lo zio monaco, insieme ad altri confratelli, hanno protestato con forza con le autorità, che hanno così deciso di offrire una ricompensa ai familiari della vittima di oltre 100.000 euro, senza però offrire spiegazioni nè sulla dinamica nè sulle circostanze della morte del giovane.
Secondo fonti tibetane in esilio, il giovane ha patito forti torture mentre era in detenzione. Mai è stata offerta una ricompensa così alta per un simile incidente e secondo fonti tibetane, questo significa che le autorità cinesi hanno ammesso la colpa.