CN: compensare perdite agricole legate ad accordi di libero scambio
Le perdite materiali subite dal settore agricolo a causa dell'aumento delle importazioni e dei costi di produzione dovrebbero essere compensate.
(Keystone-ATS) Il Consiglio nazionale ha adottato oggi – con 97 voti contro 85 e 1 astenuto – una mozione in tal senso della sua Commissione della politica estera. La sinistra e una parte del Centro vi si è opposta invano.
La Svizzera porta avanti da anni una politica commerciale attiva. I negoziati relativi agli accordi di libero scambio comportano spesso concessioni nel settore agricolo. Quest’ultimo deve adattare la propria produzione a condizioni di mercato in evoluzione per rimanere sostenibile e competitivo.
Tuttavia, l’agricoltura non deve sostenere da sola i costi di questa apertura, ha chiesto Didier Calame (UDC/NE) a nome della commissione. I vantaggi ottenuti da alcuni ambiti grazie agli accordi non devono svantaggiare altri settori.
La Svizzera non deve contrapporre la propria politica commerciale alla propria politica agricola, ha aggiunto Calame, anticipando il dibattito che seguirà alla Camera del popolo sul Mercosur.
Per la sinistra, l’agricoltura non si impegnerebbe più nella negoziazione degli accordi di libero scambio. Non avrebbe più interesse a negoziare condizioni migliori per il settore, ha sostenuto invano Sophie Michaud-Gigon (Verdi/VD).
Il Consiglio federale, per bocca del ministro dell’economia Guy Parmelin, è disposto a rafforzare la competitività dell’agricoltura svizzera mediante misure di accompagnamento mirate in vista di futuri accordi di libero scambio. A tale scopo, saranno messi a disposizione mezzi supplementari limitati nel tempo nell’ambito dell’attuale politica agricola. Inoltre, entro la fine di ottobre 2027 sarà preparata una modifica dell’ordinanza riguardante l’assegnazione dei contingenti d’importazione.
Il dossier passa ora agli Stati.