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CN: il ricongiungimento familiare sarà limitato

CN: il ricongiungimento familiare sarà limitato
CN: il ricongiungimento familiare sarà limitato Keystone-SDA

Il ricongiungimento familiare non sarà possibile per i coniugi sposati per procura, ossia nei casi in cui il matrimonio sia stato celebrato in assenza di uno dei due sposi.

(Keystone-ATS) Lo ha stabilito il Consiglio nazionale approvando – con 111 voti contro 72 – una mozione della “senatrice” Esther Friedli (UDC/SG) in tal senso.

Attualmente, in Svizzera, il ricongiungimento familiare è escluso soltanto in caso di matrimonio forzato o se coinvolge minorenni. Un divieto che, secondo la promotrice della mozione, dovrebbe essere esteso anche ai matrimoni nei quali uno dei due coniugi non è fisicamente presente il giorno delle nozze ed è rappresentato da terzi.

Questa pratica è molto diffusa nelle culture patriarcali e in alcuni Paesi islamici, ha affermato Thomas Knutti (UDC/BE) a nome della commissione. La Svizzera non deve tollerare un aggiramento delle regole, ha sottolineato, sostenendo che un matrimonio deve poter essere contratto liberamente e alla presenza di entrambi i coniugi. Il democentrista ha inoltre precisato che, limitando il diritto al ricongiungimento familiare, si rafforza il diritto di ogni individuo di decidere liberamente della propria vita.

Marc Jost (PEV/BE), intervenuto a nome della minoranza della commissione, ha invece sostenuto che un simile divieto sarebbe sproporzionato, considerato il numero esiguo di casi accertati di matrimoni per procura. Negli ultimi cinque anni sono stati infatti registrati soltanto dodici casi problematici.

Una tale normativa violerebbe inoltre la Convenzione europea dei diritti dell’uomo (CEDU), che riconosce il rispetto della vita privata e familiare quale diritto fondamentale, ha aggiunto Jost.

Secondo il consigliere federale Beat Jans, la misura sarebbe contraria alla protezione della sfera privata nonché al diritto al matrimonio e alla famiglia garantiti dalla Costituzione.

L’opposizione dell’Esecutivo è stata tuttavia vana. Già lo scorso dicembre, infatti, il Consiglio degli Stati aveva accolto la mozione con 27 voti contro 12. Il dossier passa ora al Consiglio federale per l’attuazione.

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