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CN: aborto; IVG dovrebbero continuare a essere rimborsate

(Keystone-ATS) L’iniziativa popolare “Il finanziamento dell’aborto è una questione privata”, che vuole stralciare i costi delle interruzioni volontarie di gravidanza (IVG) dall’assicurazione di base obbligatoria, non dovrebbe convincere i consiglieri nazionali. La Camera del popolo ha cominciato oggi un dibattito fiume, ma la maggioranza dei gruppi parlamentari si è già pronunciata contro il testo, lanciato dagli ambienti anti-aborto.

Piuttosto che affrontare di petto la depenalizzazione delle IVG, plebiscitata dal popolo (72%) nel giugno 2002, l’iniziativa se la prende con il finanziamento pubblico. Gli avversari rimproverano al testo di provocare soltanto risparmi irrisori (0,03% dei costi dell’assicurazione obbligatoria) e di rimettere in causa il diritto all’aborto.

Secondo gli iniziativisti, la legge potrà invece prevedere rare eccezioni, come in caso di stupro o di pericolo di vita per la donna incinta. Nel suo intervento, Toni Bortoluzzi (UDC/ZH) ha sostenuto di non voler vietare le IVG, bensì di lottare contro la banalizzazione dell’aborto. “Si può evitare una gravidanza grazie alla contraccezione”, ha dichiarato il deputato zurighese, aggiungendo che occorre assumersi le proprie responsabilità. La presa a carico delle spese, tra 800 e 1’000 franchi, è sopportabile.

L’iniziativa, depositata nel luglio 2011 con 110’000 firme, è sostenuta da esponenti di UDC e, in parte, da PPD/PEV. Per esempio, Lucrezia Meier-Schatz (PPD/SG) ha sostenuto che il testo viola i diritti fondamentali. Quando, nel 2002, il popolo ha accettato la depenalizzazione dell’aborto, ha dato nel contempo il suo avallo al rimborso dei costi da parte dell’assicurazione malattia, le ha fatto eco la collega di partito Barbara Schmid-Federer (PPD/ZH), a nome della commissione.

Per Marina Carobbio (PS/TI), i contenuti dell’iniziativa “ci riportano indietro di decenni, ossia a prima dell’accettazione della soluzione dei termini”. Dal canto suo, Yvonne Gilli (Verdi/SG) ha dichiarato che l’iniziativa manca un altro obiettivo: l’Austria, che non rimborsa le IVG, ha infatti uno dei tassi di aborto più elevati al mondo, mentre in Svizzera è tra i più bassi.

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