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CN: biodiversità, primo passo verso una migliore protezione

Si discute di biodiversità al Nazionale KEYSTONE/MICHAEL BUHOLZER sda-ats

(Keystone-ATS) Il Consiglio nazionale è tornato oggi ad occuparsi di biodiversità.

Malgrado l’opposizione di parte dello schieramento borghese, ha approvato – con 106 voti a 78 – l’entrata in materia in merito al controprogetto indiretto all’iniziativa “Per il futuro della nostra natura e del nostro paesaggio (Iniziativa biodiversità)” proposto dal governo.

Quest’ultimo si è detto d’accordo sulla necessità di agire, ma ritiene che il testo dell’iniziativa limiterebbe in modo eccessivo il margine di manovra di Confederazione e Cantoni. Il suo disegno mira a garantire lo spazio necessario ad animali e piante, tenendo conto degli obiettivi di politica energetica.

In particolare, vuole che il 17% del territorio nazionale venga definito zona di protezione della biodiversità. Attualmente, la quota di queste aree è pari al 13,4%. Altro elemento chiave del progetto è la promozione, per il tramite di un incentivo, della natura nei Comuni, oltre che della qualità e l’attrattiva degli insediamenti e dei paesaggi con una cultura edilizia globale.

Anche oggi, durante il dibattito, si è seguito il canovaccio di ieri, con l’UDC e parte del Centro contrari sia alla legge che al controprogetto e la sinistra favorevole a entrambi. In mezzo il PLR, favorevole, con alcuni accorgimenti, alla proposta dell’esecutivo.

A suscitare le maggiori opposizioni è stato il possibile aumento al 17% delle zone di protezione. Mike Egger (UDC/SG), come molti collegi di partito, ha per esempio sostenuto che in tal modo il 3% delle zone agricole verrebbe sacrificato. “La cementificazione della Svizzera viene portata avanti mentre le aziende agricole sono diminuite”, ha aggiunto.

Di parere analogo Sidney Kamerzin (Centro/VS), per il quale “l’iniziativa sarà un ostacolo supplementare alla transizione energetica”. Esther Friedli (UDC/SG) ha invece chiesto di bocciare quella che ha definito – come altri democentristi – “l’iniziativa Ballenberg”, e di non entrare in materia sul controprogetto.

Di parere diametralmente opposto Sandra Locher Banguerel (PS/GR), che ha fatto notare come oltre un quinto delle specie presenti in Svizzera figuri sulla lista rossa di quelle minacciate. “La Svizzera non è più un modello in questo ambito”, ha tuonato, ricordando che la perdita di capitali naturali è legata a svantaggi economici. Ancora più incisiva Valentine Python (Verdi/VD): “assistiamo in diretta alla sesta estinzione di massa, un migliaio di specie sparisce ogni anno, un milione è gravemente minacciato”.

Gabriela Suter (PS/AG) ha fatto leva sull’importanza dell’impollinazione per la nostra alimentazione e sul ruolo delle foreste. “Una svolta è urgente, la biodiversità ha bisogno di superfici e in questo ambito la Svizzera è all’ultimo posto a livello europeo”. La pianificazione del territorio è già un tema delicato nel nostro paese, ha affermato Daniel Ruch (PLR/VD), chiedendo di bocciare l’iniziativa, ma di accogliere il controprogetto.

La ministra dell’ambiente Simonetta Sommaruga ha messo in guardia dal voler contrapporre agricoltura e biodiversità. I suoi appelli sono finora stati ascoltati dal plenum.

Il dibattito prosegue.

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