CN: estendere assegni familiari agli indipendenti
(Keystone-ATS) BERNA – Anche gli indipendenti devono beneficiare degli assegni familiari. Il Consiglio nazionale lo ha ribadito stamani con 95 voti contro 68, ristabilendo così il principio “un bambino, un assegno”, cancellato nel 2006 su pressione del Consiglio degli Stati. Il dossier va ora alla Camera dei cantoni.
“All’epoca non volevamo far naufragare l’intero progetto, la cui realizzazione è durata una quindicina d’anni”, ha spiegato Stéphane Rossini (PS/VS) a nome della commissione. Tuttavia, subito dopo l’ex consigliere nazionale Hugo Fasel (PCS/FR) aveva depositato un’iniziativa parlamentare, adottata dalle Camere.
Si tratta ora di realizzare tale iniziativa, completando la legge sugli assegni familiari, entrata in vigore all’inizio di quest’anno. Il progetto prevede che gli indipendenti aderiscano a una cassa di compensazione per gli assegni familiari, analogamente ai datori di lavoro. Essi avranno diritto, indipendentemente dal loro reddito, alle stesse prestazioni dei salariati.
Secondo le valutazioni del Consiglio federale, il volume degli assegni dovrebbe raggiungere i 167 milioni di franchi all’anno. I contributi che gli indipendenti saranno chiamati a versare saranno calcolati sulla base del loro reddito sottoposto all’AVS. La Confederazione o i cantoni non avranno spese supplementari a loro carico.
Attualmente, 13 cantoni già concedono assegni familiari agli indipendenti, sebbene non vi sia alcuna legislazione federale vincolante. La revisione della legge sugli assegni familiari permetterà a circa 75’000 figli di lavoratori indipendenti d’essere trattati sullo stesso piano degli altri.
Come nel 2006, il Consiglio federale è favorevole al principio di una regolamentazione federale per gli assegni familiari degli indipendenti. Occorre inoltre lasciare la competenza della gestione del finanziamento ai cantoni.