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CN vuole vietare i permessi di dimora ai criminali

CN vuole vietare i permessi di dimora ai criminali
CN vuole vietare i permessi di dimora ai criminali Keystone-SDA

I precedenti penali di tutti gli stranieri che desiderano vivere in Svizzera devono essere controllati e il loro permesso di dimora deve essere rifiutato se sono stati condannati.

(Keystone-ATS) Il Nazionale ha approvato oggi, con 121 voti contro 71 e 4 astenuti, una mozione dell’UDC in tal senso, che ha citato esplicitamente il caso di Jacques Moretti per sostenere il proprio atto parlamentare.

Come ha mostrato ancora una volta il tragico incendio di Capodanno a Crans-Montana (VS), stranieri con precedenti penali ottengono un permesso di dimora perché le autorità non conoscono i loro antecedenti giudiziari, ha dichiarato Gregor Rutz (UDC/ZH), esprimendosi nel quadro di una sessione speciale dedicata alla sicurezza.

Il francese Jacques Moretti, proprietario del bar “Le Constellation”, ha ottenuto il suo permesso sebbene fosse stato condannato in Francia a una pena detentiva di un anno per istigazione alla prostituzione. I controlli insufficienti hanno come conseguenza infrazioni che potrebbero essere evitate, ha aggiunto il parlamentare zurighese.

Il gruppo UDC esorta a seguire l’esempio del Ticino, che richiede sistematicamente estratti del casellario giudiziale a tutti gli stranieri che sollecitano un permesso di dimora. Un caso, secondo i democentristi, illustra perfettamente l’efficacia della prassi ticinese: di recente è stato infatti arrestato un mafioso pregiudicato, residente in Mesolcina, che si era dapprima visto negare il permesso dal Ticino, ma l’aveva poi ottenuto dalle autorità grigionesi.

“Non realistico”

Il Consiglio federale era contrario a questa mozione. L’autorità competente può già richiedere un estratto del casellario giudiziale prima del rilascio di un permesso di dimora, ha spiegato il ministro di giustizia e polizia Beat Jans. Rendere questa pratica obbligatoria aumenterebbe il carico di lavoro e ritarderebbe le procedure.

Inoltre, per i cittadini provenienti dall’UE e dall’Associazione europea di libero scambio sarebbe necessario rinegoziare l’accordo sulla libera circolazione, il che non è realistico, ha aggiunto invano il basilese. Al voto la maggioranza ha però seguito la proposta democentrista. Il dossier passa ora al Consiglio degli Stati.

Il Nazionale ha inoltre approvato – con 131 voti contro 63 e 2 astenuti – una mozione del gruppo PLR che chiede una migliore attuazione dell’iniziativa UDC sull’espulsione di cittadini di Paesi terzi autori di reati accettata alle urne nel 2010. Essa prevede di rendere tali espulsioni automatiche in caso di reato grave o recidiva, senza un nuovo esame della domanda d’asilo. Il dossier passa agli Stati.

I deputati hanno inoltre accettato di ampliare la lista degli Stati considerati sicuri per ridurre l’attrattiva della Svizzera come Paese d’asilo. Tunisia, Marocco, Algeria ed Egitto devono figurare su questa lista, come chiede l’UDC. Al voto, con 96 voti contro 92 e 8 astenuti – il Nazionale ha invece rifiutato di includervi la Turchia. Spetta ora agli Stati pronunciarsi.

Violenze su donne e bambini

Durante la sessione speciale, la Camera del popolo si è espressa su un altro tema: la violenza contro donne e bambini. Ha approvato, con 128 voti contro 65 e 2 astenuti, una mozione di Jacqueline de Quattro (PLR/VD) che chiede di inserire la nozione di “controllo coercitivo” nella legislazione svizzera. Si tratta delle pressioni psicologiche esercitate dagli aggressori prima di passare all’atto nei casi di violenza domestica.

Questo comportamento manipolatorio è reale e produce effetti gravi. Nel 2024, 2084 bambini sono stati presi a carico in seguito a lesioni personali e violenze, ha ricordato la vodese.

Anche in questo caso, il Consiglio federale era contrario alla mozione. Il termine “controllo coercitivo” non è sufficientemente preciso per poter essere inserito nel Codice penale e nel Codice civile, ha dichiarato invano Jans.

Combattere le manipolazioni dell’IA

I consiglieri nazionali hanno inoltre approvato tacitamente una mozione di Raphaël Mahaim (Verdi/VD) che mira a obbligare i fornitori di applicazioni di intelligenza artificiale a valutare i propri contenuti prima della pubblicazione onde evitare la messa online di immagini degradanti.

“Non è mai accettabile spogliare un bambino, e questo vale anche sul piano virtuale”, ha dichiarato il vodese. Egli deplora la moltiplicazione dei “deep fake” di natura sessuale sulle piattaforme. La Svizzera deve seguire la strada dell’UE e in particolare della Germania, che stanno già adottando misure per contrastare il fenomeno.

Il plenum ha, infine, approvato – con 163 voti contro 83 e 10 astenuti – un postulato di Céline Weber (PVL/VD) che chiede di rafforzare la lotta contro il riciclaggio di denaro e di invertire l’onere della prova nell’articolo 72 del Codice penale per combattere tale fenomeno..

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