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Commissione CSt frena governo su capitale proprio grandi banche

Keystone-SDA

Le banche sistemiche devono essere soggette a norme più severe in materia di copertura delle partecipazioni estere. La Commissione dell'economia e dei tributi del Consiglio degli Stati (CET-S) non vuole però imporre una copertura al 100% tramite fondi propri.

(Keystone-ATS) Stando alla Commissione, la grandi banche – attualmente sarebbe interessata soltanto UBS – non devono finanziare interamente le proprie controllate estere con fondi propri di base di prima classe (CET-1), come proposto in aprile dal Consiglio federale nel quadro della revisione della legge sulle banche. Ma a suo avviso coprirne la metà con le cosiddette obbligazioni AT1 (Additional Tier 1), ovvero obbligazioni che offrono un rendimento elevato e che possono essere convertite in capitale proprio oppure dichiarate prive di valore in caso di difficoltà della società, come avvenuto nella vicenda di Credit Suisse.

Queste obbligazioni vanno però riviste in modo da avere effetto più rapidamente. Sono inoltre previste misure volte a impedire che una banca emetta tali titoli quando si trova già in una situazione finanziaria precaria.

Per quanto riguarda il capitale proprio “duro”, la CET-S ha previsto delle misure nel caso in cui una banca non dovesse più essere in grado di soddisfare i requisiti stabiliti. In particolare essa dovrà sospendere il pagamento dei dividendi agli azionisti e il riacquisto di azioni. I bonus corrisposti ai dirigenti dovranno essere ridotti, o addirittura soppressi, a seconda dell’entità e della durata della mancata osservanza dei requisiti.

“Vogliamo rafforzare le regole per proteggere meglio i contribuenti, ma anche per garantire che l’economia non sia soggetta a un eccesso di regolamentazione”, ha spiegato stasera in una conferenza stampa il presidente della CET-S Erich Ettlin (Centro/OW).

La decisione volta a rafforzare la sicurezza della piazza finanziaria elvetica, presa al termine di un lungo dibattito in presenza della consigliera federale Karin Keller-Sutter, responsabile del Dipartimento federale delle finanze (DFF), e di Daniela Stoffel, a capo della Segreteria di Stato per le questioni finanziarie internazionali (SFI), è stata presa con dieci voti favorevoli, due contrari e un’astensione.

“Si tratta di un compromesso – ha sottolineato Ettlin – e non di un regalo a UBS.” L’acquisto delle obbligazioni AT1 comporta infatti dei costi, ma a suo dire non è chiaro quanto queste obbligazioni costerebbero al numero uno bancario svizzero. UBS si era opposta con forza alla proposta governativa. Attualmente vige una copertura patrimoniale del 60% per le partecipazioni estere.

Ettlin ha anche dichiarato che la Commissione non ha avuto il tempo di esaminare il meccanismo di garanzia statale di liquidità (Public Liquidity Backstop).

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