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Convenzione delle Alpi: necessaria una migliore protezione delle foreste

La protezione delle foreste è fondamentale per gli equilibri ecologici e sociali nelle regioni alpine Keystone

La terza conferenza internazionale sulla protezione delle foreste alpine si è conclusa a Maienfeld, nel canton Grigioni, con una risoluzione in favore di una riduzione delle emissioni che compromettono lo stato di salute dei boschi nelle regioni alpine.

Scopo della conferenza – che ha riunito dal 23 al 26 ottobre i rappresentanti dei 7 paesi membri della Convenzione delle Alpi (Germania, Austria, Francia, Italia, Liechtenstein, Slovenia e Svizzera) – era di fare il punto sull’applicazione del protocollo delle foreste, destinato a proteggere e a valorizzare l’ambiente naturale nelle zone alpine. I partecipanti si sono trovati d’accordo sulla necessità di rafforzare le misure di protezione delle foreste, che svolgono un ruolo determinante nello sviluppo ecologico e sociale dell’arco alpino.

Come comunicato dall’Ufficio federale dell’ambiente, delle foreste e del paesaggio, nel corso della conferenza è stata adottata una risoluzione che invita a ridurre ad un livello sopportabile le emissioni nelle regioni alpine. Pure richiesto un maggiore intervento per favorire la cura e la rigenerazione delle foreste. Tra le misure auspicate anche una limitazione dei capi di selvaggina e una migliore regolamentazione delle zone destinate all’agricoltura.

Le foreste di montagna svolgono numerose funzioni vitali: contribuiscono a preservare l’equilibrio climatico, sono luogo di svago e di relax, forniscono materie prime rinnovabili, offrono un habitat a flora e fauna e ripuliscono l’aria che respiriamo assorbendo il diossido di carbonio presente nell’atmosfera. Inoltre rappresentano una barriera naturale contro valanghe e alluvioni, impedendo in molti casi catastrofi come quelle che hanno colpito recentemente il Vallese e la Valle d’Aosta.

Il rapporto annuale sullo stato delle foreste in Europa presentato nelle scorse settimane a Bruxelles, conferma la tendenza generale degli ultimi anni ad un deterioramento degli alberi. Dallo studio emerge inoltre che nel corso dell’ultimo anno non vi è stato alcun miglioramento generale della vitalità delle foreste. Se si vuole salvare il patrimonio boschivo con le sue molteplici funzioni è quindi necessario continuare a ridurre le emissioni inquinanti sia in Europa, dove solo il 36,6 per cento degli alberi campione è giudicato sano, che in Svizzera (39,9 percento).

Allo scopo di proteggere l’ambiente naturale e migliorarne la stabilità, tra il 1996 ed il 1998 i paesi alpini hanno adottato il Protocollo delle foreste montane, uno degli otto protocolli d’applicazione della Convenzione delle Alpi. Il prossimo 31 ottobre a Lucerna, nell’ambito della sesta Conferenza delle Alpi, i ministri dell’ambiente dei paesi membri della Convenzione firmeranno un nuovo protocollo che riguarda il settore dei trasporti. L’accordo, raggiunto nel 1999 dopo 10 anni di discussioni, vincola la costruzione di nuove strade di transito alpine al rispetto di criteri paesaggistici e ambientali.

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