Basilea: Mecca del commercio dell’arte
Si è aperta martedì 12 giugno l'Art 2001 di Basilea, la trentaduesima edizione della mostra internazionale di arte moderna e contemporanea. In questa edizione sono oltre 250 i galleristi di tutto il mondo che espongono le opere di circa mille artisti. Mercato e tendenze dell'arte visiva si incontrano in un sodalizio che raccoglie sempre più il favore del grande pubblico.
Da mercoledì e fino al 18 giugno, Basilea è il centro internazionale del mercato artistico. In dialogo e opposizione con le grandi esposizioni internazionali, in particolare con le Biennali di Venezia (aperta fino al 4 settembre) e Lione (dal 23 giugno al 4 novembre), la fiera della città renana si offre come punto di incontro per chi di arte si occupa, di chi ne vive e chi la compera.
Le 5000 opere rappresentano una collezione certamente unica nella sua varietà. Inoltre a Basilea, e questa è la differenza rispetto alle esposizioni classiche, tutto è in vendita. Tutto ha un suo prezzo, ammesso si disponga delle necessarie risorse nel salvadanaio.
Diversamente dalle altre grandi manifestazioni europee, all’Art lo spazio e i contenuti sono definiti dai vari galleristi che ospitano nei loro stand il meglio della produzione artistica proposta durante l’anno. Da questa base nasce un’esposizione eclettica senza regole che propone al visitatore un panorama su quanto il mercato dell’arte offre al momento.
E l’edizione 2001 ha le carte in regola per superare la scorsa edizione che, con 53’000 visitatori ha superato tutti i record precedenti. Le 262 gallerie selezionate provengono dall’Europa, dall’Asia, come dal Sud e dal Nord America. Ma erano ben tre volte di più le candidature inoltrate.
Anche fra gli oggetti esposti le sorprese non mancano: da effimere sedie di ghiaccio che devono essere sostituite più volte al giorno, alle opere di autori moderni ormai classici come Max Bill o Alberto Giacometti, il paesaggio della creatività umana non sembra aver limiti.
In varie sezioni tematiche poi si offre spazio alle nuove forme, in particolare alle istallazioni multimediali e alle proiezioni video che sempre di più completano o sostituiscono le tecniche classiche.
Ma Art è anche un punto d’analisi, un’occasione per misurare il polso ad un settore che vive della creatività e dell’espressività umana. Per questo a Basilea si dà particolare importanza ai giovani. “In questa edizione abbiamo aumentato la superficie per i giovani galleristi e abbiamo dato precedenza a quelli che espongono degli artisti esordienti”, ha dichiarato a swissinfo il direttore Samuel Keller.
“Basilea non è solo il mercato d’arte più grande al mondo – continua Keller – è anche e soprattutto un punto d’incontro. Ci sono anche gli artisti e più di mille giornalisti che partecipano, creando un clima di scambi che porta a delle sinergie positive anche dopo la chiusura dei battenti”.
L’importanza di questa occasione è confermata anche dai galleristi presenti. Maurizio Rigillo, della Galleria “Arte continua” di San Gimignano conferma l’importanza del luogo d’incontro: “Noi siamo qui per la seconda volta e per noi venire è molto importante. Da una parte la presenza ci ha permesso di conoscere molte persone e far conoscere la nostra attività, dall’altra ci offre l’occasione di riproporre il meglio di quanto abbiamo realizzato in galleria, permettendo anche agli artisti di farsi conoscere ad un pubblico ancora più vasto”.
Art, da anni ormai la maggiore fiera internazionale dell’arte, lancia ora un nuovo progetto transatlantico. “Per soddisfare le sempre più crescenti richieste sia del mercato sia degli espositori – ha detto ancora il direttore Keller – organizziamo in novembre una seconda edizione negli Stati Uniti, a Miami”.
Una nuova sfida che dovrebbe aprire ancora maggiormente lo spettro dell’offerta verso il sud e il nord del continente americano. Per il momento infatti sono presenti regolarmente alcune importanti gallerie della costa orientale degli Stati Uniti, ma le richieste aumentano costantemente.
Un transfer anche di conoscenze e di esperienza che cementerà ulteriormente il ruolo centrale di Art Basel nel mercato dell’arte. Un settore che, come hanno dimostrato le vendite degli scorsi anni, non conosce recessione.
Daniele Papacella
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