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Biblioteche: quale futuro?

Non solo libri, ma pure servizi multimediali: in questo modo le biblioteche vogliono rivolgersi anche ai giovani Keystone

Le biblioteche sono frequentate soprattutto dalle donne, dagli svizzeri tedeschi e dai lavoratori a tempo parziale. È quanto emerge da un'inchiesta presentata nell'ambito del congresso dell'Associazione delle bibliotecarie e dei bibliotecari svizzeri.

“La biblioteca nella società del XXI secolo”: questo il titolo del congresso annuale dell’Associazione delle bibliotecarie e dei bibliotecari svizzeri (BBS), che fino a sabato riunisce a Montreux 300 addetti ai lavori provenienti dalla Svizzera e dall’estero. L’attenzione è rivolta al futuro delle biblioteche nella società dell’informazione. Per questo motivo la BBS voleva sapere quali siano le opinioni della popolazione svizzera sui servizi bibliotecari.

In Svizzera quattro persone su dieci frequentano le biblioteche: è il dato che risulta da un’inchiesta telefonica su un campione di 1200 persone, intervistate tra aprile e maggio dall’istituto losannese MIS Trend. Ad utilizzare maggiormente le biblioteche sono le donne, gli svizzeri tedeschi e le persone fra i 35 e i 54 anni.

Oltre a questa categoria d’età, che corrisponde ai genitori con bambini, i più assidui clienti delle biblioteche sono le persone impiegate a tempo parziale. Tra le persone che vanno regolarmente in biblioteca, il 33 per cento vi si reca una volta al mese, il 26 per cento due volte.

Fra le ragioni principali che inducono il pubblico a frequentare le biblioteche vi sono quelle economiche (per evitare di acquistare libri), il bisogno di formazione e il desiderio di rilassarsi. Le persone che non ricorrono a queste istituzioni invocano soprattutto la mancanza di tempo. La BBS propone perciò ai suoi membri di migliorare gli orari di accesso e i servizi a distanza.

In generale le biblioteche sono percepite come importanti luoghi di cultura e di incontro, anche se nella fascia d’età tra i 18 e i 34 anni sono spesso ritenute troppo austere. In questo senso le bibliotecarie e i bibliotecari vogliono pubblicizzare maggiormente anche i servizi meno noti delle biblioteche, quale l’accesso ai nuovi media.

swissinfo e agenzie

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