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Claudio Faeh, un regista svizzero a Hollywood

Claudio Faeh impartisce le sue direttive durante la realizzazione di "Sniper: Reloaded" in Sudafrica (SniperReloaded)

Giunto nel 1999 a Los Angeles, Claudio Faeh si è fatto un nome nel mondo cinematografico hollywoodiano, specializzandosi nei "B movies", film d'azione a basso budget. La sua ultima opera, "Sniper Reloaded", approda in questi giorni anche sul mercato svizzero dei DVD.

Claudio Faeh è il Roger Corman svizzero. Come il mitico regista e produttore di film di serie B americano, che ha ricevuto un Oscar onorario per i suoi servizi all’arte e all’industria cinematografica, Faeh si è specializzato in film di genere, spesso distribuiti solo in DVD, tra cui "sequel" di film di successo, come "L’uomo senza ombra 2" e "Starship Troopers 3": l’arma segreta.

L'ultima sua opera è "Sniper: Reloaded", il quarto episodio della saga lanciata nel 1993 da Tom Berenger e Billy Zane.

swissinfo.ch: Cosa ci può dire di "Sniper: Reloaded"?

Claudio Faeh: un thriller d’azione, ambientato nella Repubblica Democratica del Congo sconvolta dalla guerra civile. È la storia di Brandon Beckett (Chad Michael Collins), sergente dei Marine e figlio del cecchino militare Thomas Beckett (Tom Berenger nei primi tre film). Brandon è stazionato nel paese africano con le truppe di pace ONU e, durante una missione per evacuare il proprietario di una piantagione da una zona di guerra, il suo plotone viene decimato da un misterioso cecchino.

Beckett è l’unico sopravvissuto, e verrà aiutato nella sua ricerca di vendetta e di risposte da Richard Miller (Billy Zane), l’ex protetto di suo padre, dal quale imparerà i segreti per diventare anch’egli uno "sniper" provetto. È un film d’azione drammatico che parla di vendetta, potere e ingiustizia, e he mostra l’influenza della guerra sugli individui.

swissinfo.ch: Dove ha girato il film?

C.F.: In Sudafrica. Abbiamo girato in township molto povere, in riserve di caccia tra giraffe ed elefanti, e a Johannesburg. È stata un’esperienza che mi ha aperto gli occhi su molte cose, dalla miseria della popolazione alla magia della natura africana. Ho lavorato con una fantastica troupe a metà europea e a metà sudafricana, entusiasta e molto professionale, che ha fatto miracoli malgrado i pochi soldi e i soli ventitre giorni di riprese. E il fatto che Billy Zane abbia accettato di rivestire i panni di Richard Miller è stata la ciliegina sulla torta. Sono un suo fan da quando lo vidi in "Ore 10: calma piatta" con Nicole Kidman.

swissinfo.ch: Quando ha saputo che voleva diventare regista?

C.F.: Quando ho fatto il mio primo film ad Altdorf con mio cugino. Avevamo 12 o 13 anni e con la nostra VHS abbiamo ripreso degli elicotteri giocattolo appesi al filo di pesca. Da allora ho girato diversi cortometraggi e film pubblicitari, ma il mio primo film è stato "Coronado", che ho girato nel 2003 dopo la scuola di cinema, un film d’azione comico con effetti speciali fatti con pochi mezzi che ha suscitato interesse tra gli studi di Hollywood, e grazie al quale ho trovato un agente e un manager.

swissinfo.ch: Come mai dopo si è specializzato in sequel di film famosi?

C.F.: I produttori di "L’uomo senza ombra 2" hanno visto "Coronado2 e hanno apprezzato il fatto che me la cavavo con gli effetti speciali e che sapevo dirigere sequenze d’azione con un budget limitato. E quando questo film è andato bene mi hanno chiesto di produrre "Starship Troopers 3".

swissinfo.ch: Non la mette in soggezione il fatto di seguire le orme di registi come Paul Verhoeven?

C.F.: All’inizio sì, anche perché adoro Verhoeven. Ma sapevo che i nostri film non si potevano comparare, perché il mio aveva un budget di 6 milioni e il suo di 120. Così decisi di fare un film completamente diverso, non così basato sugli effetti visivi, ma una specie di thriller noir. Alla fine Paul mi disse che gli era piaciuto molto e non avrei potuto essere più felice.

swissinfo.ch: Le dà fastidio quando i critici chiamano questi film “B movies”?

C.F.: Per nulla. Basta che la gente capisca che c’è una differenza tra un film che costa 200 milioni e uno che ha un budget di 10 milioni. È come paragonare mele e arance. Non posso semplicemente far vedere le stesse cose sul grande schermo. Lavorare sui cosiddetti film di serie B richiede efficienza, la capacità di rispettare un budget e di ottenere performances credibili in poco tempo. Per questo sono molto fiero del mio lavoro.

swissinfo.ch: Quali sono i suoi generi preferiti?

C.F.: Mi piacciono i thriller d’azione, come la serie "Bourne" con Matt Damon. Ma al momento sto lavorando a un film drammatico basato su di una storia vera accaduto durante la guerra bosniaca, una storia molto toccante. E sto anche preparando un film dell’orrore. Come vede, mi piacciono cose diverse.

Claudio Faeh

Il regista svizzero è nato il 29 marzo 1975 ad Altdorf, nel canton Uri. Ha studiato germanistica all’università di Zurigo e nel 1999 si è trasferito a Los Angeles, dove ha seguito corsi di cinema alla UCLA.

Faeh ha diretto i film "Coronado", "L’uomo senza ombra 22, e "Sniper: Reloaded", in vendita in DVD in Svizzera dal 19 maggio; e ha prodotto "Starship Troopers 3: l’arma segreta", e il film di Joe Dante "The Hole 3D", presentato lo scorso anno ai festival di Toronto e Venezia.

Sposato e padre di due bambine, una di due anni e la più piccola di un mese, nel suo (poco) tempo libero Faeh suona la tromba e gioca a calcio. Adora Steven Spielberg, James Cameron, Billy Wilder, David Lynch, Francis Ford Coppola, Martin Scorsese, Robert Zemeckis, Joe Dante e Paul Verhoeven.

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