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Congresso della stampa: riflessione anche sulle stragi

In discussione al Congresso della stampa anche il modo di analizzare la vicenda degli attentati negli USA swissinfo.ch

A Montreux si svolge giovedì e venerdì il Congresso annuale della stampa svizzera. Un'occasione per fare il punto sulle tendenze del settore, dal processo di concentrazione alla concorrenza dei giornali gratuiti, alla luce anche dei drammatici avvenimenti dell'11 settembre.

“Al Tages Anzeiger le vendite sono più che raddoppiate” ci dice il suo caporedattore Philipp Loepfe. Anche il popolare Blick, che vive soprattutto della vendita nelle edicole, ha aumentato la tiratura del giornale, “soprattutto il primo giorno”, afferma il caporedattore Jürg Lehmann.

Anche se in un caso come quello dello spettacolare attacco contro le torri gemelle del World Trade Center, la televisione l’ha fatta da padrone, Lehmann sostiene che le immagini proposte dal Blick, immagini da lui definite “forti” avevano come obiettivo quello di restare impresse nella memoria e di non svanire dopo alcuni secondi, come alla televisione.

Il Blick ha però voluto offrire momenti di riflessione ai lettori, con i commenti di personalità come l’ex ambasciatore svizzero a Washington, Alfred Defago, o lo stesso editore del giornale, “per”, come spiega Lehmann, “imparare a capire, se mai si potrà capire”.

Philipp Loepfe sottolinea l’importanza degli articoli esplicativi, di fondo, che servono al lettore per “riuscire a catalogare le informazioni offerte”. “Il primo giorno”, ci dice il caporedattore del Tages Anzeiger, “ci siamo concentrati sull’America, il secondo sugli aspetti economici, sportivi, culturali degli attacchi e sulle ripercussioni su Zurigo”. Secondo Loepfe la televisione non è una concorrenza, anzi, “sprona a leggere i giornali”. “Chi vuole essere informato”, dichiara il caporedattore del giornale zurighese, “legge il giornale”.

Un parere condiviso da Giancarlo Dillena, direttore del Corriere del Ticino. “Quanto è accaduto negli Stati Uniti ci ha indotti a fare uno sforzo tipico della stampa di approfondimento”, dice Dillena. Il quotidiano ha scelto di pubblicare analisi e commenti su temi specifici, come quello della visione dell’Islam.

Il giornale, che si vende soprattutto in abbonamento, non ha subìto un massiccio incremento delle vendite come gli altri quotidiani, tuttavia, nelle edicole, “subito dopo l’attentato si è venduto di più”, dichiara il direttore.

Internet e giornali gratuti

Al di là della particolare situazione legata agli attentati di Nuova York e Washington, non si può negare che negli ultimi due anni i giornali gratuiti abbiano sconvolto il panorama giornalistico svizzero. Philipp Loepfe, del Tages Anzeiger , ammette che la concorrenza esiste, ma si affretta a dire che “il peggio è passato”.

Proprio casi come gli attentati in America dimostrano che i quotidiani tradizionali hanno un ruolo ben preciso da svolgere e sono indispensabili, dice il caporedattore del Tages Anzeiger. Loepfe è del parere che in futuro la qualità dei quotidiani si distinguerà ancora di più da quella dei giornali gratuiti.

Meno ottimista, invece, il direttore del Corriere del Ticino che ritiene che il problema della stampa domenicale debba far riflettere. Dillena rimprovera però a questi giornali gratuiti di essere “di facile consumo, spettacolari, superficiali, a scapito dell’approfondimento e della serietà”. Dillena ritiene che dopo l’euforia degli inizi, la stampa gratuita verrà relegata al posto che le spetta, senza avere la pretesa di sostituire il giornale a pagamento.

Totalmente diversa la reazione del caporedattore del Blick per quanto riguarda la copertura degli attentati dell’11 settembre da parte dei giornali gratuti. “Per la prima volta mi hanno dato fastidio”, dice Jürg Lehmann, “perché ho visto che andavano a ruba, portandoci via potenziali lettori”.

Ma come abbiamo detto la stampa tradizionale deve fare i conti anche con Internet. Secondo Jürg Lehmann “una realtà molto presente” per giornali a forte tiratura come il Blick. Di parere opposto Giancarlo Dillena, per il quale Internet è un nuovo mezzo di comunicazione che dopo un periodo di euforia iniziale ha subìto un certo assestamento.

“Internet si è affermato più rapidamente della capacità d’integrazione dei sistemi informativi “, afferma il direttore del Corriere del Ticino, “il risultato è che all’inizio sembrava che spazzasse via tutto, mentre ora ci si è resi conto che questo strumento ha una sua specificità. Io non credo”, conclude Dillena, “che Internet sostituisca il giornale o la televisione o la radio.

Bisognerà dunque attendere ancora qualche anno per poter analizzare e quantificare l’impatto dei media elettronici da un lato e dei giornali gratuti dall’altro, sulla stampa tradizionale. Bisognerà vedere fino a che punto il “consumatore” preferirà il commento di una firma famosa o l’analisi fatta in un’ottica politica particolare, all’informazione più moderna, più immediata e meno approfondita offerta da Internet e dai giornali gratuiti.

Elena Altenburger

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