Depositi di rifiuti e criminalità sotto l’occhio della telecamera
Il «Grande fratello» sta guadagnando terreno: mentre a Winterthur e Ipsach sono in funzione videocamere per srovegliare i depositi di rifiuti, in città come Berna e San Gallo si prevede di utilizzarle per lottare contro la criminalità.
A Winterthur sono in funzione, da inizio luglio, due telecamere mobili, protette da una scatola blindata, che vengono installate di volta in vari centri di raccolta di rifiuti riciclabili. Nonostante i cartelli che segnalano la loro presenza, in poco più di un mese circa 60 persone sono state prese con le mani nel sacco.
Per il fatto che ai contravventori vengono appioppate multe fra i 100 e i 500 franchi e grazie ai controlli – una camera controlla i movimenti dei «sospetti» mentre l’altra registra la targa della loro vettura – le quantità di rifiuti abbandonati senza permesso si sono già dimezzate.
Un’idea analoga, per ridurre i costi causati dai rifiuti illegali, è stata escogitata anche a Ispach, comune bernese di circa 3000 abitanti. Dallo scorso inverno il locale centro di raccolta dei rifiuti è equipaggiato con una telecamera. Qui le immagini non sono registrate, ma vengono trasmesse su uno schermo installato nella sede del comune, dove un impiegato controlla di tanto in tanto se ci sono contravventori. Ma finora l’esperienza non sembra ancora dare i risultati sperati.
Ma se a Winterthur e a Ispach nessuno sembra avere riserve contro questo tipo di sorveglianza elettronica, la situazione è invece diversa a Berna, dove il municipio ha presentato in maggio un programma denominato «Città pulita», che prevede tra l’altro la sorveglianza con telecamere dei parchi pubblici. Il preposto bernese alla protezione dei dati ha espresso «riserve giuridiche» contro la registrazione su videocassetta di quanto avviene nei luoghi pubblici.
Anche la città di San Gallo prevede di ricorrere alle telecamere per controllare zone considerate sensibili, come i centri di raccolta dei rifiuti o i sottopassaggi pedonali. La misura potrebbe diventare operativa in autunno.
Un altro progetto analogo è allo studio nella Svizzera centrale: la polizia di Nidwaldo vuole ricorre alle videocamere per meglio lottare contro i crimini. Il parlamento cantonale ha accettato quasi all’unanimità alla fine di giugno, in prima lettura, una revisione di legge in tal senso.
swissinfo e agenzie
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