Euro 2008: ciak, azione, buona la prima
«Il buono, il brutto e il cattivo»? «Ombre rosse»? «Je t'aime moi non plus»? Frédéric Maire, direttore del Festival del film di Locarno, ripercorre gli europei in chiave cinematografica.
Per lavoro è abituato a guardarsi metri e metri di pellicole provenienti dai quattro angoli della Terra. Oggi, però, Frédéric Maire si lancia nell’analisi di un altro tipo di spettacolo multiculturale: gli europei di calcio che si sono appena conclusi.
swissinfo: Spagna – Germania è stata una degna scena finale per questo lungometraggio di tre settimane?
Frédéric Maire: Sì, anche se verso la fine è mancata un po’ di suspense. Un 2 a 1 sarebbe stato più simpatico, ma resta comunque uno degli spezzoni migliori di questo Euro.
swissinfo: La sceneggiatura ha tenuto?
F.M.: Il principio stesso degli europei implica che non ci sia una sceneggiatura. Al momento di girare, s’improvvisa molto. Di scritto c’è solo l’inizio e il cast. Dal momento che si mettono insieme attori provenienti da diverse nazioni, culture e scuole calcistiche non si sa dove si andrà a parare.
Non era propriamente previsto che la Spagna arrivasse fino alla fine e avesse la meglio! Questa parte d’improvvisazione è anche il sigillo di qualità di molti film.
swissinfo: Chi ha fatto la parte dei buoni e chi quella dei cattivi?
F.M.: I buoni – caratterialmente e tecnicamente – sono stati senza dubbio gli spagnoli, perché hanno vinto e perché hanno fatto vedere un calcio coraggioso e tutto all’attacco. Il loro piacere di giocare era evidente. Buoni anche gli olandesi e i portoghesi.
Di cattivi veri e propri, invece, non ce ne sono stati. Diciamo che gli svizzeri hanno fatto la figura degli sfortunati e, forse, dei pigri.
swissinfo: Squadra svizzera da film di serie B?
F.M.: Ognuno ha il cinema che si merita. Si è fatto quello che si è potuto, ma credo che qualcosa di più avrebbe potuto anche starci. Effettivamente siamo nella categoria dei film di secondo piano, non quelli veramente pessimi, ma pur sempre di serie B.
swissinfo: Un film è in generale sapientemente ritmato e presenta dei tempi forti che permettono di mantenere l’attenzione dello spettatore. Quali sono stati quelli dell’Euro?
F.M.: Tra i momenti drammatici, per noi svizzeri, c’è stato sicuramente il secondo gol della Turchia. Io ero bloccato all’aeroporto di Monaco, non riuscivo a vedere la partita. Sono uscito per cercare di seguirla sullo schermo gigante davanti al quale era radunata una folla enorme: migliaia di turchi! Ero felice di poter assistere almeno agli ultimi minuti… e sono stati proprio quelli fatali alla Svizzera!
I momenti più belli sono legati alle partite dell’Olanda, Olanda – Francia per esempio. E la finale. Ma devo confessare che non ho visto tutto. Di questi tempi viaggio molto.
swissinfo: La scena più romantica? Forse Domenech, l’allenatore dei francesi, che chiede la mano della sua compagna dopo la disfatta?
F.M.: Più che un momento romantico, quello è stato un errore di comunicazione! No, per quanto mi riguarda, l’apice del romanticismo si è avuto durante la semifinale tra la Russia e la Spagna, quando il principe Felipe e sua moglie si sono abbracciati davanti a tutti. Vedere la coppia che un giorno salirà sul trono di Spagna abbracciarsi in un moto di gioia autentica è stato un vero piacere.
swissinfo: Tra gli attori di questi campionati europei c’è qualcuno con una faccia da cinema?
F.M.: Ah sì, ci sono delle facce straordinarie, a cominciare da quella del Jean Gabin di turno, Aragones, davvero incredibile! Si ha l’impressione che non sorrida mai, nemmeno quando la sua squadra vince. Lui è IL VOLTO – a metà strada tra Gabin e Lino Ventura – dell’Euro 08.
Tra i giocatori ci sono molti bei personaggi; Buffon, per esempio. Anche Ballack non è male e tra gli spagnoli c’è l’imbarazzo della scelta…
swissinfo: Una delle novità di questo Euro è stato il modo di riprendere le partite. Qual è il giudizio dello specialista?
F. M.: Ebbene, lo specialista è molto deluso. È vero che c’è stato un boom tecnologico, con telecamere piazzate ovunque – perfino in aria – e delle stupende riprese al rallentatore. Il problema è che tutte le immagini sono state controllate dall’UEFA e questo, sull’insieme degli incontri, ha portato ad una forma di uniformazione assoluta.
Ai mondiali, per esempio, a seconda dei paesi i registi avevano una certa libertà cinematografica. Si sono viste cose inaspettate, anche poco simpatiche, come nel caso dell’incontro tra Italia e Francia. E in ogni caso non c’era quell’uniformità che si è percepita durante l’Euro: sempre gli stessi primi piani degli allenatori, le stesse inquadrature dall’alto…
Lo stesso vale per l’audio. Ho il ricordo di altri campionati, in cui la traccia sonora era ben più presente, con le urla degli allenatori e l’atmosfera che si respirava sul terreno. Questa volta, invece, immagino per evitare dei problemi e non rischiare lo scandalo, il sonoro è stato limitato ed uniformato.
È una specie di sindrome hollywoodiana: si realizzano film calibrati, conformi all’idea generale di quello che è, e deve essere, lo spettacolo. Così facendo, va persa per strada la figura dell’autore, quella che – per rimanere nella metafora cinematografica – racconta una storia.
Intervista swissinfo, Mathias Froidevaux e Bernard Léchot
Traduzione e adattamento, Doris Lucini
Originario di Neuchâtel, Frédéric Maire, 47 anni, è l’attuale direttore del Festival internazionale del Film di Locarno, la più importante rassegna cinematografica svizzera.
In precedenza ha lavorato come critico cinematografico per il quotidiano L’Express/L’Impartial.
È uno dei cofondatori del cineclub per bambini La lanterna magica, nato nel 1992.
Maire lascerà la direzione del Festival di Locarno dopo l’edizione del 2009. In seguito guiderà la Cineteca svizzera di Losanna.
Il 13esimo campionato europeo di calcio, organizzato congiuntamente da Svizzera e Austria, si è aperto il 7 giugno a Basilea e concluso il 29 giugno a Vienna, con la vittoria della Spagna che ha battuto la Germania per 1 a 0.
La Spagna succede così alla Grecia – che si era aggiudicata il trofeo nel 2004 – nel palmares della competizione. Era dal 1964 che gli spagnoli non conquistavano il titolo europeo.
Il torneo, ideato dal francese Henry, è stato organizzato per la prima volta nel 1960 (vittoria dell’URSS per 2 a 1 contro la Jugoslavia).
L’organizzazione di Euro 2012 spetta alla Polonia e all’Ucraina.
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