Il Ticino si prepara a festeggiare il bicentenario di Stato sovrano
Dopo aver commemorato nel 1998 i 200 anni dell'indipendenza ticinese, il Consiglio di stato ha messo a punto il calendario delle manifestazioni per ricordare i due secoli della nascita del Canton Ticino come Stato autonomo della Confederazione Elvetica.
Per le celebrazioni che prenderanno il via nel maggio del 2003 è previsto un investimento di 2 milioni e 350 mila franchi. Filo conduttore delle tante iniziative in cantiere saranno la riflessione sui rapporti tra Ticino e Confederazione nei vari momenti storici, e gli scenari futuri del federalismo svizzero.
Risale all’Atto di Mediazione, 18 febbraio 1803, l’autonomia politica del Ticino. Dopo cinque anni di disordini e guerre civili, Napoleone Bonaparte riconosceva l’impossibilità di applicare alla Svizzera una legislazione unitaria sul modello francese. Finiva così l’esperienza della Repubblica Elvetica unitaria e si gettavano le basi del moderno Stato confederato. Nella nuova Confederazione dei 19 cantoni entrarono Ticino, Argovia, Turgovia Vaud, San Gallo e i Grigioni. Il 24 maggio del 1803 si riuniva per la prima volta il Parlamento ticinese, gli ex baliaggi venivano riuniti in un unico cantone libero e indipendente.
Lunedì mattina il Consiglio di Stato ha presentato il programma per ricordare l’importante anniversario, che sarà sottolineato da manifestazioni storico- culturali, iniziative didattiche e divulgative, approfondimenti sul tema del federalismo odierno, ma anche con la realizzazione di nuovi servizi informatici per la ricerca storica e l’informazione al grande pubblico. Centro delle manifestazioni sarà Bellinzona che ospiterà la giornata ufficiale con una grande coreografia curata dalle scolaresche del Cantone.
Ad essa si accompagneranno, sempre nella capitale cantonale, un’esposizione a Palazzo Franscini di documenti sul 1803 e sui rapporti con Berna, e la presentazione di un volume che ripercorre 200 anni di federalismo.
Le celebrazioni sono riconducibili a tre filoni: cultura e ricerca; interventi istituzionali; didattica e divulgazione storica.
Nel primo filone assume particolare rilevanza la creazione di un centro di Documentazione regionale ticinese, DRT, che sarà aperto ufficialmente nel 2003. Compito del DRT sarà di raccogliere e aggiornare presso l’Archivio di Stato e la Biblioteca cantonale tutta la documentazione sul Ticino, attingendo ad una molteplicità di fonti: stampa, atti e rapporti politici, filmati, e organizzando il materiale in dossier tematici sui problemi di attualità regionale o elaborandone di specifici su richiesta dell’utenza. Per garantire un’informazione ancora più ampia al DRT è aggregato un servizio audiovisivi in collaborazione con la RTSI, la Fonoteca Nazionale e Memoriav.
Grazie a questo progetto pilota, per la prima volta in Svizzera una biblioteca fornirà l’accesso alla banca dati sulla stampa della Radio e della Televisione. L’inaugurazione di questo servizio sarà arricchita da un’esposizione audiovisiva con i più importanti filmati sui rapporti tra Ticino e Berna e da un ciclo di lezioni sulla storia e il presente del Cantone. Rientrano ancora in questa sezione la pubblicazione del terzo e ultimo volume della “Storia del Ticino” e degli epistolari di Vincenzo Dalberti, uno dei padri fondatori del Cantone.
Gli interventi istituzionali si concentreranno nel riordino della legislazione cantonale, nella realizzazione di una guida informatica alla gestione degli archivi comunali, e nell’informatizzazione degli archivi del Gran Consiglio che saranno a portata di video per tema, ordine cronologico o nome, grazie ad un apposito motore di ricerca.
Per la didattica e la divulgazione scientifica attenzione speciale è rivolta alle scuole coinvolgendo direttamente gli studenti nel progetto: “Itinerari tra le radici. Le scuole adottano un luogo storico”. Le classi saranno invitate a scegliere un monumento, un luogo o un itinerario e a presentarlo marcando i rapporti tra Ticino- Confederazione-italianità. Dall’insieme delle presentazioni prenderà corpo un’inedita mappa dei luoghi più significativi per le nuove generazioni che successivamente verrà pubblicizzata con un volume, oppure con un sito Internet o un CD.
Anche per le scuole è pensata l’ “Antologia di documenti sulla storia ticinese e svizzera tra 800 e 900”. Si rivolge, invece, al più grande pubblico la guida: “L’Ottocento dei monumenti” che presenterà quegli aspetti meno noti della tipologia urbana e rurale, come strade, vie di comunicazione, edifici e monumenti, fabbriche, cimiteri e ospedali, che hanno in qualche modo contrassegnato la realtà territoriale.
Per i festeggiamenti del 2003 andranno pure in stampa i cinque volumi sul “Lessico dialettale della Svizzera italiana”, un’opera che racchiude il variegato e complesso patrimonio linguistico e che si affianca all’enciclopedico “Vocabolario dei dialetti della Svizzera italiana”. Riservata esclusivamente ai lettori di lingua tedesca sarà, invece, una tiratura straordinaria del volume “Ottocento Ticinese” di Raffaello Ceschi, per la quale sono in corso trattative con un importante editore svizzero tedesco.
Nel quadro delle celebrazioni rientra pure una scadenza a forte valenza simbolica, come l’inaugurazione della nuova sala del Gran Consiglio al Palazzo delle Orsoline, sede stabile a partire dal 1878 del parlamento cantonale. Per la sua ristrutturazione il governo ha presentato recentemente una richiesta di credito. L’inaugurazione dovrebbe avvenire in coincidenza con la giornata ufficiale dei festeggiamenti e contemporaneamente all’insediamento del nuovo Gran Consiglio, per il quadriennio 2003-2007, che sarà eletto qualche settimana prima.
Per l’occasione, dopo un accurato restauro, riprenderà il suo posto nell’aula parlamentare il grande dipinto “Allegoria del Ticino” commissionato nel 1803 dal governo cantonale al pittore Angelo Baroffio per solennizzare la nascita dello Stato e il suo ingresso come cantone sovrano nella Confederazione.
Libero D’Agostino
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