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Kapers, nuove prospettive

Il futuro sembra un po' meno nero per il personale di cabina della Swissair Keystone

L'accordo sulla Crossair è stato accolto con sollievo anche dal sindacato del personale di cabina della Swissair.

Il giorno dopo l’accordo sul lancio di una nuova compagnia aerea svizzera, qual è lo stato d’animo tra i dipendenti di Swissair? L’abbiamo chiesto a Jörg Drittenbass, portavoce del Kapers, il sindacato del personale di cabina della compagnia di bandiera ormai destinata al disarmo.

“Sollevato”, risponde Drittenbass. “La gente è contenta di avere ora di nuovo una prospettiva. Siamo però consapevoli che con la decisione del Consiglio federale e degli ambienti economici è stato compiuto soltanto il primo passo, ma il grosso del lavoro deve ancora cominciare. Per parlare di euforia è ancora troppo presto”.

Cosa sta facendo il Kapers per i suoi membri che cercano un nuovo posto di lavoro?

“Li abbiamo invitati ad un’assemblea che si terrà venerdì pomeriggio, dove daremo loro consulenza sul funzionamento degli uffici del lavoro, su come pianificare, su come compilare i formulari, ecc. Offriamo loro un sostegno individuale, un aiuto per affrontare la difficile situazione che potrebbe presentarsi. Ciò che non possiamo fare per loro è la ricerca di posti di lavoro, ma possiamo incoraggiarli poiché sulla base delle loro qualifiche di sicuro troveranno presto un nuovo posto di lavoro. E nel caso venissero riassunti nella nuova compagnia aerea, speriamo di per ottenere che in tempi non troppo lunghi possano veni reintegrati negli equipaggi di volo”.

Ci sono già dei licenziamenti?

“Purtroppo la settimana scorsa sono stati decisi 218 licenziamenti. E speriamo che, almeno per il momento, si fermino qui. Ma non possiamo escludere che ne vengano decisi altri. Al momento non ci sono tuttavia segni di un’imminente ondata di licenziamenti”.

Ricevete, però, offerte di lavoro?

“Nel nostro segretariato, no. Arrivano all’apposito centro di collocamento aperto il 10 ottobre. Ed anche le poche offerte che arrivano a noi le smistiamo al centro di collocamento”.

Si parla di 680 milioni di franchi destinati al piano sociale. Come valuta questa somma?

“Speriamo che basti ad affrontare anche i casi più gravi. Sindacati e partner sociali stanno lavorando intensamente al piano sociale. Anche noi vi siamo impegnati. E contiamo di sottoporlo presto ai nostri membri”.

Come vede il problema dell’integrazione del personale di Swissair nella nuova compagnia aerea?

“Di problemi ne vedo pochi o niente del tutto. Il lavoro del personale di cabina presso Swissair e quello presso Crossair sono assolutamente comparabili. Anche le differenze salariali non sono le stesse che si osservano, per esempio, tra i piloti delle due compagnie. Perciò pensiamo che questo problema dell’integrazione per noi non sarà così grave”.

Temete un’erosione permanente dei posti di lavoro, anche nella nuova compagnia aerea?

“No, non lo pensiamo. Riteniamo invece che la formula 26 voli a lungo e 26 a medio raggio avrà successo e potrà affermarsi. In tal caso, non dovrebbero prodursi in un prossimo futuro cattive notizie nel settore dell’occupazione”.

Silvano De Pietro

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