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La Televisione svizzera non trasmetterà il mondiale di calcio 2002

La somma richiesta è più di dieci volte superiore a qualla pagata per il campionato del mondo in Francia nel 1998. Keystone / AP Photo / Edgar Schoepal

Gli appassionati di calcio elvetici dovranno ricorrere ai canali esteri per seguire i mondiali di calcio 2002 in Giappone e Corea. Il prezzo per l'acquisto dei diritti di ritrasmissione è troppo elevato per l'ente radiotelevisivo svizzero.

La SRG SSR era interessata all’acquisto dei diritti per le tre reti televisive e le quattro stazioni radiofoniche. Ha quindi condotto colloqui per stabilire le condizioni per un eventuale accordo con il gruppo Kirch, titolare dei diritti.

«La somma richiesta è più di dieci volte superiore rispetto a qualla pagata per il campionato del mondo in Francia nel 1998», afferma un comunicato diramato venerdì. Un prezzo al di fuori della portata dell’SSR, che non entrerà in linea di conto nemmeno se la nazionale svizzera riuscisse a qualificarsi.

Armin Walpen, direttore generale della SRG SSR osserva con rammarico che «questa è una lega in cui la SRG SSR non può e non vuole giocare. Un impegno economico di questa portata per un singolo avvenimento non è possibile senza dover fare dei tagli in altri programmi. Esso metterebbe in pericolo il compito di servizio pubblico della televisione SSR».

Il direttore rassicura però gli sportivi dicendo che la SSR continuerà a trasmettere lo sport nella sua molteplicità, senza dover fare sacrifici a vantaggio di una disciplina e a scapito di altre.

Inoltre, se per il Comitato direttivo della SSR, che ha preso la decisione, la situazione dovesse sensibilmente cambiare, ad esempio attraverso l’acquisto di diritti parziali o alleanze con altre emittenti, l’azienda è disposta a riesaminare le posizioni. «Infatti – indica all’ats il capo dello sport alla SSR Urs Leutert- finora era stato negoziato solo un pacchetto globale». Il gruppo Kirch non ha infatti accettato di cedere diritti parziali, come per esempio i filmati dei momenti cruciali degli incontri.

L’alto prezzo della licenza, continua Leutert, non è però tanto dovuto al gruppo Kirch, ma alla FIFA che ha concesso le licenze per il 2002 e il 2006 per un prezzo 14 volte superiore a quello dei mondiali precedenti. Anche per il mondiale 2006 in Germania quindi, le prospettive non sono buone.

La strategia della SSR è quella di presentare avvenimenti internazionali di punta solo quando possono venir adattati al pubblico svizzero. Lo svolgimento del campionato del mondo in due paesi (20 stadi e 2 centri TV) e il livello dei prezzi elevato in Giappone e Corea avrebbero comportato spese di produzione di oltre dieci di milioni di franchi per poter avere un programma autonomo. Aggiunti i diritti, la SSR avrebbe dovuto spendere tra i 24 e i 30 milioni di franchi per trasmettere il mondiale 2002.

Infine gli orari delle partite nei due paesi asiatici (fra le 7h30 e le 14h30 svizzere) avrebbe reso possibile la visione in diretta ad una limitata cerchia di spettatori, riducendo quindi le possibilità di finanziamento pubblicitario.

swissinfo e agenzie

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