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Le speranze verso Expo.02

Gli eventi drammatici possono evocare un bisogno di unità nazionale. L'expo si propone come mediatrice swissinfo.ch

Gli avvenimenti delle ultime settimane hanno scosso la Svizzera. Si parla addirittura di crisi di identità. Per l'Expo.02 potrebbe essere però un'occasione.

Le svizzere e gli svizzeri non pensano attualmente a festeggiare. Troppo forti i problemi e le emozioni delle ultime settimane. Franz Steinegger, direttore di Expo.02 e consigliere nazionale, descrive così la situazione: “La gente si preoccupa. Tutti sentono la serietà, la sensibilità e anche l’oscurità degli eventi.”

“Si ha paura. Ci si sente come sospesi. Mancano i riferimenti che sembravano saldi.” L’11 settembre, il disastro Swissair, la tragedia di Zugo, l’incidente del Gottardo: questi eventi hanno cambiato le prospettive della popolazione svizzera. Attualmente molti si sentono disorientati.

Rafforzare la coralità

“C’è la volontà degli svizzeri di fare adesso qualcosa, e farlo bene. Questa cosa potrebbe essere l’Expo.02”, si dice convinto il direttore Steinegger nel colloquio con swissinfo.

Ma le ultime settimane non hanno preservato l’esposizione. “Sono nate ulteriori difficoltà, soprattutto nell’ambito dello sponsoring”, ammette Steinegger. “Dei finanziatori che intendevano sostenere il nostro progetto, devono adesso far fluire i capitali per la nuova compagnia aerea. In parte sono a loro volta scivolati in difficoltà economiche.”

All’Expo.02 mancano ancora 140 milioni di franchi. Si attendeva una cifra analoga dallo sponsoring, ma la raccolta si dimostra particolarmente difficile. D’altro canto il direttore dell’esposizione nazionale sente un interesse rafforzato verso l’evento dell’anno venturo.

La prevendita porta risultati eccellenti. Fino ad ora sono stati venduti 225’000 biglietti. In particolare sono stati grandi acquirenti, come la Migros, l’ABB o la Ernst & Young, ad impegnarsi nella vendita. Il traguardo è vendere un milione di biglietti in prevendita, corrispondenti ad un quinto delle entrate previste.

Le emozioni si coagulano

Anche l’importante scrittore svizzero tedesco Adolf Muschg, normalmente molto critico verso il suo paese, esprime le sue speranze verso l’esposizione nazionale: “Questa deve essere un’occasione per capire meglio noi stessi. Lo viviamo quotidianamente, la nostra nazione invecchia, eppure valori come comunità e solidarietà sono ancora necessari. Se l’Expo ci aiuterà ad aprirci, sarà già molto”.

L’esposizione nazionale non darà delle risposte definitive. Ma offrirà delle proposte. “Se saremo capaci di tracciare un disegno non solo dei problemi, ma anche delle soluzioni, sarà già molto”, si dice convinto Muschg.

Carole Gürtler

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