Omaggi, discussioni e clic letterari a Soletta
Apertura venerdì per le Giornate letterarie di Soletta. Quest'edizione, la ventitreesima, sarà marcata dal dibattito sull'ipertestualità e dall'omaggio al poeta e critico letterario ticinese Giorgio Orelli. Numerosi ospiti daranno vita ad un programma equilibrato e non privo di accenti.
Soletta offre in questi giorni un punto di incontro per chi di letteratura si occupa, chi di produzione letteraria vive e chi semplicemente è appassionato lettore. Tavole rotonde, letture, interpretazioni, omaggi si susseguono per tre giorni nella cittadina ai piedi del Giura. Una forma democratica di presentazione e dibattito che raccoglie sempre un vasto pubblico alla vetrina o, come dicono gli scettici, al capezzale della letteratura elvetica.
Certo, parlando di letteratura in Svizzera si utilizzano spesso i toni pacati, ma forse è espressione di una modestia congenita o di una riflessione concreta sulle possibilità reali che un piccolo paese può offrire. Ma la manifestazione ha la qualità, o forse l’ambizione, di unire autori, editori e libri che rispecchino le quattro lingue nazionali.
Dal programma presentato non si può non dedurre che il libro stampato su carta abbia ancora il suo fascino e la sua vitalità, non è dunque un paziente sul letto di morte.
Dieci anni fa gli àuguri delle tendenze dicevano il libro morto, sommerso dalla comunicazione totale, dall’espansione delle nuove tecnologie, da internet e dal libro elettronico. Ma così non è stato, il libro gode ancora di buona salute e anche l’editoria svizzera continua sulla sua strada.
Per segnalare la presenza delle nuove tendenze, Soletta dedicherà un dibattito e dei forum d’incontro e di presentazione alle nuove prospettive della letteratura. Si parlerà di ipertesti, di CD-Rom o di siti letterari che prolificano sulla rete delle reti, ma con la dovuta distanza e senza slancio superfluo.
Il difetto di questo tipo di diffusione, indicano gli specialisti, è infatti la mancanza di un editore che svolga la sua funzione di filtro della qualità. La pubblicazione elettronica aggira infatti le istanze tradizionali, spesso paternalistiche, ma lascia al lettore l’arduo compito della selezione. Inoltre non sembra che la passione per la cellulosa, il supporto tradizionale dei contenuti, abbia abbandonato il pubblico.
Ma il cuore della manifestazione solettese rimane l’incontro con gli autori. Molte e interessanti le presenze: dai mostri sacri della letteratura svizzero-tedesca, fra questi Adolf Muschg e Franz Hohler, ai perfetti sconosciuti – ma indicati nel programma come nuove promesse – Anke Weschenfelder e Simon Lörtscher che usciranno per la prima volta allo scoperto.
Si parlerà poi di traduzione dei testi, aspetto importante per lo scambio fra le regioni linguistiche, e di animazione culturale in Svizzera. La presenza romanda è segnata dalle letture di Marie-Claire Dewarrat e Charles Juliet. Anche la letteratura romancia ha un suo spazio con Clo Duri Bezzola e Rut Plouda.
Un omaggio particolare è poi riservato al poeta e critico letterario ticinese Giorgio Orelli che festeggia, proprio nel giorno dell’apertura, il suo ottantesimo compleanno. Per l’occasione interverranno Maria Antonietta Grignani (Pavia), Alice Vollenweider (Zurigo) e Giovanni Orelli (Lugano). Verrà anche presentata una miscellanea di scritti in onore del poeta festeggiato, curata da Pietro De Marchi, per i tipi di Libero Casagrande. In prima assoluta ci sarà poi l’esecuzione di composizioni musicali di Hans Ulrich Lehmann su poesie dell’Orelli.
Soletta offre anche uno sguardo ad aspetti particolari della produzione d’oltre confine. Ci sarà una presenza italiana con Fabrizia Ramondino e degli ospiti dall’Austria e dalla Germania. Si apre inoltre una finestra verso la “terra incognita” Ucraina. Un incontro favorito dalla pubblicazione di alcune traduzioni di prosa dello stato ex sovietico.
Daniele Papacella
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