The Swiss voice in the world since 1935

Panorami al Museo Alpino di Berna

Il grande panorama della Battaglia di Morat è l'esempio più spettacolare del genere pittorico. All'esposizione bernese sono esposti materiali preparativi, l'opera rastaurata sarà esposta all'Expo.02 Keystone Archive

L'esposizione presenta panorami antichi e tecniche di riproduzione futuristiche: protagoniste le Alpi.

I nostri occhi non ci permettono di vedere che 90 gradi della realtà che ci sta di fronte: con una rotazione del corpo arriviamo al massimo a 200 gradi della visione. Per poterne avere una totale ci si deve muovere, ruotando il corpo sul proprio asse. Solo questo movimento rende la visione completa. È il principio del panorama, la rotazione a 360 gradi. L’esposizione del Museo Alpino, aperta dal 23 novembre 2001 al 1 maggio 2002 mostra anche altri tipi di panorami, come quelli orizzontali o verticali.

Sin dall’antichità l’uomo sente la necessità di allargare la propria visione limitata per migliorare il proprio orientamento, per curiosità scientifica e anche per puro piacere d’osservazione della realtà. Da questo bisogno di abbracciare con la vista tutto ciò che ci sta intorno nasce il panorama: disegnato e stampato agli inizi, fotografato a partire dal 19° secolo e oggi riprodotto con tecniche digitali che permettono di rappresentare anche quello che l’occhio umano non riesce a percepire.

Il “viaggio degli occhi”

La storia dei panorami comincia in Svizzera più di 300 anni fa; nel 16° secolo i primi disegnatori e cartografi cominciarono a sperimentare con i classici panorami circolari, ovvero a 360 gradi. Dalla fine del 18° secolo in poi, l’epoca dei primi viaggiatori e turisti, si assiste ad una fioritura di stampe e disegni che durò fino agli inizi del 900.

A poco a poco poi i disegnatori diventano fotografi, almeno per quanto riguarda le riproduzioni con funzione decorativa o turistica, come cartoline e poster. Ma questo passaggio avviene come detto gradualmente, in quanto nell’800, ancora agli albori, la fotografia, veniva usata solo come base per un disegno da completare con minuzia di dettagli a casa con inchiostro e colori. Allora non esistevano certo pellicole rotanti lunghe 100 metri, l’ultimo modello di apparecchio fotografico panoramico è esposto proprio all’entrata della mostra, ed è, manco a farlo apposta, svizzero.

Un altro aspetto interessante dell’esposizione sono i numerosi esempi di documentazione cartografica, in particolare delle Alpi, come le classiche cartine ripiegabili, o addirittura tascabili: una vera specialità svizzera. Ma da ammirare anche i panorami “geologici” e “storici”: tra questi alcuni panorami monumentali che informavano su particolari avvenimenti dell’epoca. La mostra ospita ad esempio qualche frammento di quello della battaglia Morat che ammireremo per intero in occasione dell’Expo 02.

Tra i tanti esempi di panorami c’è addirittura un panorama “giuridico”: una contesa di confini tra i comuni ticinesi d’Olivone e Leontica del 1827. In calce alla mappa si possono leggere i nomi dei giudici che presero la decisione sul territorio disputato: il direttore del museo ci rivela scherzando che nemmeno oggi tutti gli argomenti della contesa sono stati risolti!

Realtà e illusione

La prima sala dell’esposizione presenta i panorami più moderni. Sono panorami del profilo alpino resi possibili dalle più avanzate tecniche di misurazione satellitaria: visioni che l’occhio umano non sarebbe mai in grado di percepire. Questo tipo di tecnologia è all’inizio, ma presto saremo in grado di vedere con estrema esattezza, non solo le caratteristiche geologiche, ma anche i dettagli della presenza umana sul territorio. La rinascita dell’interesse nella tecnica dei panorami antichi sembra proprio avere a che fare con gli sviluppi offerti dalle tecniche più avanzate. Il viaggio dell’occhio continua.

Raffaella Rossello

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR