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Primo ottobre, giornata degli anziani

Il presidente della Confederazione Moritz Leuenberger a colloquio con la scrittrice Laure Wyss Keystone

In occasione della Giornata internazionale degli anziani, che l'ONU commemora lunedì, Moritz Leuenberger ha intavolato domenica un colloquio sull'invecchiare con la scrittrice Laure Wyss, di 88 anni, al Teatro della Winkelwiese di Zurigo. La scrittrice ha sottolineato la necessità di rispettare la vita in generale e non solo la vecchiaia.

Il presidente della Confederazione ha precisato che questa volta ha deciso di lasciar parlare una rappresentante «dichiarata» dell’età senile, invece di pronunciare le usuali «parole balsamiche» dei discorsi televisivi.

Per molti anni giornalista, (nel 1970, fra i fondatori di «Das Magazin», supplemento del sabato del Tages Anzeiger) e diventata scrittrice dopo il pensionamento, la Wyss, infatti, è contraria a termini come terza età, seniori o addirittura giovani vecchi. «Siamo vecchi», ci tiene a dire, aggiungendo che la vecchiaia non è da ritenersi una tappa a parte della vita ma semplicemente un proseguimento della stessa.

Lei dice di non sopportare quando viene ridotta a un semplice un numero e di arrabbiarsi di fronte ad espressioni come: «malgrado i suoi 88 anni, è ancora capace di …». Non bisogna lottare per una dignità propria della vecchiaia, poiché la dignità comincia già da lattante: quello che manca nel mondo – sottolinea – è il rispetto per la vita in generale; lo si è appena visto con i tragici avvenimenti negli Stati Uniti e a Zugo.

Quando Leuenberger le ha chiesto se di fronte a questi terribili avvenimenti da anziani si reagisce con maggiore indifferenza, lei ha ricusato: «Mi permetto anche come donna vecchia di essere ancora inorridita e turbata». Certo – ha continuato – più ci si avvicina alla morte, più si è confrontati con la fugacità della vita; ma non è una consolazione e «io ho avuto paura».

In generale si diventa più ansiosi con l’età: ci piacerebbe poter continuare a vivere come si è sempre fatto. Ma questo non è possibile poiché si ha bisogno di maggiore aiuto. E non è sempre facile accettare il sostegno degli altri: «io ho lottato a lungo contro ogni forma di sostegno», ha rilevato Laure Wyss.

Leuenberger ha anche accennato all’intervento dell’autorità nel porre fine a una vita. Lunedì al Consiglio nazionale si dibatterà su due iniziative parlamentari che riguardano l’eutanasia attiva. La Wyss non è favorevole poiché teme che una legalizzazione in materia possa aumentare la pressione sulle persone anziane, considerate una parte inutile della popolazione. Con una tale regolamentazione il valore della vita sarabbe sminuito, ha concluso.

swissinfo e agenzie

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