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Tutto su Rivella, cervelat e formaggio

La storia degli Zwieback, i segreti della doppia panna della Gruyère e la fabbricazione dello zincarlin della Valle di Muggio. Da oggi queste informazioni sono accessibili su internet grazie alla pubblicazione online del Patrimonio culinario svizzero.

L’inventario realizzato tra il 2005 e il 2008 su mandato della Confederazione è benefico per l’agricoltura, il settore alimentare e pure per i consumatori, ha rilevato il direttore dell’Ufficio federale dell’agricoltura, Manfred Bötsch.

La nuova banca dati – realizzata da specialisti in campo dell’alimentazione – comprende 404 prodotti, che spaziano dal classico cervelat ad alimenti meno conosciuti e quasi “esotici” come il Lammlidji (cosciotto essicato di agnello del canton Vallese), il Gangfisch (coregone del lago di Costanza, affumicato con le sue uova) o il formaggio della paglia ticinese.

Quasi la metà dei prodotti sono opera di panettieri e pasticceri. Seguono gli alimenti a base di carne e latte, le bibite, la frutta, i legumi e i dolciumi (esclusi invece i vini).

L’inventario è anche un viaggio nella storia mostrando ad esempio come i monasteri, grazie ai loro commerci di spezie, abbiano creato in Svizzera la forte tradizione del panpepato.

Per figurare nella lista, i prodotti devono soddisfare diversi criteri: essere elaborati in Svizzera da almeno 40 anni senza interruzione; essere trasmessi almeno una volta da una generazione all’altra; essere consumati e prodotti ancora oggi; avere un rapporto particolare con la Svizzera.

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