Ancora opposizioni all’esclusione dei cavalli dall’esercito
Questa volta il malcontento si manifesta nella Svizzera francese, dove l'Association Romande du Train (ART, Associazione romanda delle truppe del treno) ha iniziato una campagna a livello di cantoni e popolazione per il mantenimento di alcuni corpi che, con la riforma Esercito XXI, dovrebbero scomparire entro il 2003.
Per mantenere truppe di montagna coi cavalli, l’ART vuole fare pressione sui cantoni, che si esprimeranno in giugno dopo che il consigliere federale Samuel Schmid avrà approvato la nuova struttura della forze armate.
Gli animali rimangono indispensabili per l’approvvigionamento dei corpi di montagna dove gli elicotteri non arrivano, a causa delle condizioni del tempo e del rilievo del terreno, e sono utili anche in caso di catastrofi naturali – ha spiegato all’ats un portavoce dell’ART. Anche altri eserciti hanno mantenuto sezioni con i cavalli, come la Germania o le truppe dell’ONU in Jugoslavia.
L’ART sarebbe disposta ad accettare una riduzione di due terzi degli effettivi, passando dalle attuali 23 compagnie, con 2500 cavalli e altrettanti militi, a 7-12 compagnie con 800 animali.
La causa della «cavalleria» è appoggiata anche dagli ambienti contadini e dagli allevatori della razza delle Franches-Montagnes, nonché da politici, romandi e svizzeri tedeschi, e dalla Società svizzera delle truppe del treno.
L’opposizione ad eliminare gli animali dal servizio attivo data già dalla fine della guerra: nel 1947 i sostenitori della cavalleria avevano raccolto 158’000 firme con la «petizione per il cavallo». Nel 1972, quando il Consiglio federale aveva riproposto la soppressione delle truppe a cavallo, furono ben 432’430le persone che sottoscrissero la loro contrarietà, ma il parlamento si pronunciò lo stesso per l’abolizione.
Nel 1995 non era riuscita l’iniziativa «per un esercito dotato di animali», che voleva continuare ad avere i piccioni viaggiatori in grigioverde, eliminati nell’autunno del 1994 dalla riforma Esercito 95. Allora c’erano circa 7000 «professionisti» e 30’000 «miliziani». I volatili non sono comunque finiti in padella, ma vennero ripresi da una fondazione.
swissinfo e agenzie
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